Economia

Idrocarburi, sicurezza e innovazione: c'è l'accordo tra Regione e Governo

L’accordo ha durata di 2 anni a decorrere dalla sua sottoscrizione e sarà rinnovato per il periodo necessario a completare tutte le iniziative in esso previste.

E’ stato presentato sabato pomeriggio, in una sala del consiglio gremita l’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e il ministero dello Sviluppo economico per collaborazione nelle attività di sicurezza e innovazione nell’ambito della ricerca e coltivazione degli idrocarburi offshore e delle relative infrastrutture. Presenti l’ingegner Franco Terlizzese, direttore generale della Dgs Unmig (Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche, Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse), Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, Piano energetico, Economia verde e Michele de Pascale, sindaco di Ravenna

ENI - E’ intervenuto anche l’executive vice president – Regione Europa orientale e meridionale di Eni, Carlo Vito Russo, esprimendo apprezzamento per l’accordo e confermando gli impegni presi in occasione di precedenti incontri sottolineando la volontà di continuare a investire a Ravenna qualora siano presenti le opportune condizioni. Presenti anche imprenditori del settore, rappresentanti del Roca e delle associazioni di categoria e sindacali, che partecipano ai tavoli di discussione sull'offshore.

L’ACCORDO - L’accordo ha durata di 2 anni a decorrere dalla sua sottoscrizione e sarà rinnovato per il periodo necessario a completare tutte le iniziative in esso previste.  Il fatto che la sottoscrizione del patto sia avvenuta a Ravenna ha un valore particolarmente significativo, in virtù dell’importanza che riveste il settore dell’offshore nello sviluppo economico del territorio. La regione Emilia-Romagna e in particolare il territorio di Ravenna, costituiscono infatti un’eccellenza del comparto offshore, per le conoscenze prodotte e le professionalità sviluppate delle imprese del settore.  Qui “lavoro, ambiente, pesca e turismo – si legge nell’accordo – hanno trovato un equilibrio virtuoso che ha consentito di conciliare le attività di estrazione con lo sviluppo di altri settori e di progredire nella ricerca di metodi a minore impatto ambientale. Nell’Adriatico l’industria di estrazione di gas naturale impiega migliaia di addetti, non solo nelle compagnie oil&gas, ma anche nelle società fornitrici di beni e servizi che occupano personale ad alta specializzazione e scolarizzazione, un insieme di know-how che contribuisce allo sviluppo di nuove tecnologie e all’innovazione del sistema produttivo del Paese”.

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