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Il 2020 di Romagna Acque: contrazione delle vendite a causa del Covid

Il budget 2020 individua un valore della produzione di 58,6 milioni di euro, con un utile di esercizio previsto in 4,8 milioni di euro

L'assemblea dei soci di Romagna Acque-Società delle Fonti Spa ha approvato all’unanimità il preconsuntivo di bilancio 2019 e il budget previsionale 2020. Un anno che ha visto  la scomparsa per Covid del direttore generale, Andrea Gambi, lo scorso 23 marzo: dall’1 gennaio entrerà in carica il nuovo direttore generale, Giannicola Scarcella. Il preconsuntivo 2019 quantifica un valore della produzione di 56,8 milioni di euro, con un decremento di 1,9 milioni rispetto al budget. Il risultato prima delle imposte è di 7,8 milioni euro, superiore al budget di 1,6 milioni di euro, e pari a circa il 13,7% del valore della produzione.

Il budget 2020 individua un valore della produzione di 58,6 milioni di euro, con un utile di esercizio previsto in 4,8 milioni di euro. Si confermano inoltre le rinunce tariffarie proposte da Atersir ed accettate da Romagna Acque, che alla luce della determina Arera 918/2017, incidono con effetti diretti sul Conto Economico del 2019 per 3,7 milioni di euro (oltre a 2,2 milioni con effetto finanziario). Il dato aggregato del periodo 2020-2023 registra rinunce per complessivi 17,2 milioni di euro (10,9 per rinuncia al time lag e decurtazione di oneri fiscali, e 6,3 per non applicazione del Foni).

Il volume di vendita 2020 è stimato in 109 milioni di metri cubi di acqua, facendo registrare un decremento sul budget di circa 4,5 milioni di metri cubi e di 2,5 milioni sui volumi venduti nel 2019. "La contrazione delle vendite è principalmente da ricondurre alla situazione emergenziale Covid-19 - spiega il presidente Tonino Bernanè -. Già nel primo semestre la riduzione dei volumi venduti rispetto al budget era di oltre 3,2 milioni al metro cubo". Quanto alla situazione della diga, "il livello di invaso prossimo alla tracimazione a dicembre 2019 e l’andamento idrologico dei primi mesi del 2020 hanno permesso soprattutto nella prima parte dell’anno una produzione da Ridracoli estremamente favorevole. Tenuto conto dei bassi apporti nella seconda parte dell’anno, il volume ad oggi invasato nela diga di Ridracoli impone una riduzione del prelievo da tale fonte, con necessità di più incisive integrazioni sia dalle fonti locali di falda che dell’acqua derivata del Po, trattata nell’impianto di Bassette di Ravenna".

Nel ravennate

Raddoppio della condotta Russi – derivazione Lugo Cotignola: La nuova condotta, in affiancamento a quella esistente, consentirà di incrementare le portate erogabili dal nuovo impianto della Standiana e di aumentare la sicurezza di approvvigionamento dell’entroterra lughese da Faenza fino ad Alfonsine. L’investimento è di 9,4 milioni; si prevede che l’appalto possa essere aggiudicato ad inizio 2021.

Canale Carrarino 2° tratto – Collegamento alla canaletta Anic: L’operan del valore di 3,4 milioni di euro, permetterà un’ottimizzazione prestazionale e un aumento di affidabilità del sistema di approvvigionamento idrico del potabilizzatore Bassette di Ravenna, oltre che una razionalizzazione del sistema di alimentazione delle zone umide di Ravenna ed impatti positivi dal punto di vista ambientale in una zona umida interessata da fenomeni di inquinamento. E’ in corso la progettazione esecutiva del secondo stralcio, che consentirà di avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori.

Settore energetico

A livello di preconsuntivo 2020 si prevede una riduzione rispetto al budget per quanto riguarda i quantitativi acquistati di energia (sia per effetto dei minori volumi di acqua venduti che per il maggior utilizzo della risorsa di Ridracoli) e per il minor costo medio di acquisto, circa il 24% in meno rispetto al budget.  Nel 2021 le previsioni dei consumi sono stimate in crescita (+ 17%) in quanto è previsto sia un aumento della produzione che un minor utilizzo della risorsa di Ridracoli. Tali aumenti sono comunque calmierati dalla messa a regime dell’impianto fotovoltaico della Standiana e dall’avvio degli impianti fotovoltaici presso gli impianti di Forlimpopoli e di Bellaria Bordonchio.

Ipotesi nuovi invasi

A metà ottobre, la società ha presentato all’assessorato regionale all’Ambiente i risultati di una ricerca, coordinata dal professor Brath del Dicam, dedicata alla possibile progettazione di nuovi invasi in Romagna: per affrontare, nel lungo periodo, problemi di siccità dovuti ai cambiamenti climatici. Una proposta che non solo è stata registrata con interesse dall’assessore Priolo, ma ha visto nelle settimane successive ulteriori approfondimenti durante nuovi incontri, e significative aperture territoriali. In particolare, sul tema sono tornati sia il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, che il neopresidente di Confcooperative Romagna, Mauro Neri, dedicandovi passaggi significativi delle loro relazioni alle rispettive assemblee. Il tema sarà certamente fra i principali anche per quanto riguarda la discussione da portare avanti nel corso del 2021.

I costi ecosistemici

Infine il tema dei costi ecosistemici, a cui Romagna Acque sta lavorando ormai da anni: in particolare, in particolare grazie ad un processo di ricerca condotto da un consorzio composto dall’Istituto di Management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università Carlo Bo di Urbino (col professor Riccardo Santolini) e dal Centro Studi e Ricerche REF di Milano. "Obiettivo è proprio l’avvio di processi che abbia al centro lo scambio di servizi ecosistemici, allo scopo di conservare il capitale naturale, aumentare la sicurezza del territorio, migliorarne il presidio e rendere sostenibile ogni attività umana. La ricerca punta all’identificazione del valore ambientale della risorsa idrica a livello locale, per favorire il dibattito su un’adeguata politica dei prezzi che tenga conto della copertura dei costi sia di fornitura della risorsa, sia di mantenimento dell’ambiente da cui e? prelevata (il cosiddetto costo ambientale) - spiega Bernabè -. Un tema complesso, per affrontare il quale Romagna Acque ha avviato il dibattito con un ampio bacino di stakeholder, Regione in primis, per capire se gli interventi sui costi ecosistemici possano davvero essere inclusi tra gli oneri eleggibili, e in che maniera".

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