Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Il Covid piega un settore già in crisi: fatturato in calo per le imprese edili

Anche prima degli effetti derivati dalla crisi sanitaria nazionale e mondiale legata al Covid-19, il settore dell’edilizia della provincia di Ravenna dava segnali di debolezza

L'ufficio studi della Camera di commercio di Ravenna ha pubblicato sul sito camerale i dati dell'indagine congiunturale sull'industria delle Costruzioni del quarto trimestre 2020 realizzata dalla Camera di Commercio di Ravenna in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna. L’indagine congiunturale è condotta trimestralmente su un campione statistico rappresentativo dell'universo delle imprese provinciali fino a 500 addetti dell'industria in senso stretto e delle costruzioni. 

Secondo l’indagine, l’osservazione del dato tendenziale evidenzia per il quarto trimestre del 2020, il periodo in cui l’economia è tornata a chiudersi dopo la tregua estiva, la conferma del trend negativo per il fatturato del settore (-2,8%) ed anche con un peggioramento rispetto al risultato ottenuto nel trimestre precedente (-0,3%) per l’acuirsi della situazione pandemica, delle ulteriori restrizioni regionali e dei contraccolpi del secondo lockdown messo in atto durante le feste natalizie sull’intero territorio nazionale; non si arriva però alla caduta a due cifre del primo semestre (-14,4%, sia nel primo che nel secondo trimestre, il calo del fatturato, rispetto agli analoghi periodi dell’anno precedente), in un contesto globale che soffre ancora per un’emergenza sanitaria non risolta.

Gli stimoli introdotti a sostegno del settore delle costruzioni e la capacità organizzativa delle imprese hanno permesso di contro-bilanciare solo in maniera limitata gli effetti negativi dell’intensificarsi della pandemia. Nel quarto trimestre, in flessione anche il fatturato dell’artigianato provinciale delle costruzioni che perde, rispetto al quarto trimestre del 2019, un ulteriore -3,1%; non si raggiunge l’intensità negativa dei primi due trimestri (rispettivamente -14,5% e -13%), ma anche in questo caso è in peggioramento rispetto ai risultati ottenuti nel trimestre estivo ( -1,3%). Per l’industria delle costruzioni della regione Emilia-Romagna, nell’ultimo trimestre 2020, trova conferma la tendenza negativa di minor velocità, con una intensità relativa pari a -1,5% ed era -3,1% nel trimestre precedente, dopo le flessioni a due cifre dei primi due trimestri dell’anno, mai sperimentate prima.

Per quanto riguarda l’andamento medio annuo, in provincia di Ravenna il 2020, rispetto al 2019, si è chiuso con una caduta del volume d’affari del -8%, meno profonda di quanto si potesse temere. Si tratta comunque, della più ampia discesa annuale registrata dall’inizio della rilevazione, superiore anche al precedente minimo storico, relativo al 2011, quando la crisi condusse a una riduzione del volume d’affari del settore provinciale delle costruzioni del -5,3%. Anche per l’artigianato edile della provincia di Ravenna, nella media del 2020, il calo del fatturato è stato in linea e pari a -8%. Per la regione, complessivamente per il settore delle costruzioni, l’anno 2020 si conclude con una flessione del volume d’affari del settore dell’edilizia un po’ più contenuta e pari al -6,3%.

L’allerta e il lockdown messo in atto a fronte della pandemia hanno comunque approfondito segnali di tensione già evidenti: anche prima degli effetti derivati dalla crisi sanitaria nazionale e mondiale legata al Covid-19, il settore dell’edilizia della provincia di Ravenna dava segnali di debolezza. E i vari provvedimenti nazionali e regionali di distanziamento sociale del 2020, hanno provocato subito ricadute economiche, peggiorando bruscamente la situazione del settore, penalizzato soprattutto in riferimento al fermo dell’attività della prima parte dell’anno. Secondo le previsioni elaborate a gennaio 2021 da Prometeia - “Scenari per le economie locali” - tutte le attività provinciali ne risentiranno, nel 2020; per quanto riguarda il contributo dei settori economici, a Ravenna la flessione dell’attività è stata molto più contenuta nelle costruzioni (-0,5% la variazione del valore aggiunto del settore rispetto al 2019). Nel 2021 la ripresa, parziale in tutti i settori, sarà più pronta nelle costruzioni (+13,1%) che trarranno ampio vantaggio dalle misure introdotte a favore della ristrutturazione edile e dai piani di investimento pubblico.

Andamento rispetto al trimestre precedente e previsioni per il trimestre successivo

Nel quarto trimestre del 2020, gli indicatori congiunturali valutati in forma di giudizio (stabilità, diminuzione, aumento) sono negativi per la produzione, rispetto al trimestre precedente, perché aumentano le imprese che registrano cali produttivi e diminuiscono, anche se di poco, quelle che dichiarano incrementi; tuttavia la maggioranza ha segnalato di non aver osservato variazioni significative. Sono favorevoli, ma in peggioramento, per il volume di affari, con un saldo che comunque riesce a rimanere in campo positivo. In aumento e va a più del raddoppio, la quota di chi, rispetto al trimestre precedente, indica di aver registrato una sostanziale stabilità per il volume di affari.

Le previsioni delle nostre imprese edili, che tengono conto degli effetti della seconda ondata, delle ulteriori restrizioni regionali e dei contraccolpi del secondo blocco, convergono verso l’aspettativa di tendenze in peggioramento nei prossimi mesi, per quanto riguarda il fatturato complessivo. Il saldo tra chi prevede aumenti rispetto a chi ipotizza riduzioni ritorna quindi in campo negativo: la prospettiva di un recupero, per il trimestre di apertura dell’anno in corso, viene accantonata dagli operatori del settore, nonostante i vari bonus previsti dal Governo che potrebbero dare una spinta alla loro attività, perchè la percentuale degli ottimisti si è azzerata e quella dei pessimisti invece aumenta. Inoltre il 74,6% delle imprese del campione spera nel breve periodo di riuscire a mantenere almeno invariata l’attività.

Imprese attive

L’analisi della base imprenditoriale del settore delle costruzioni mette in evidenza che la consistenza delle imprese, al 31 dicembre 2020, conta 5.149 imprese attive al Registro Imprese di Ravenna, che rappresentano il 15,1% del totale delle imprese operative provinciali. Secondo la lettura temporale dei dati, rispetto al 2019, il numero totale delle imprese attive del settore è diminuito di 42 unità, pari a -0,8% in termini percentuali. Nell’anno in esame, l’andamento in termini di variazione percentuale, risulta peggiore rispetto a quello regionale (+03%) ed anche a quello nazionale (+1%), ove per questi due ambiti territoriali più ampi di riferimento, si registra una crescita delle imprese attive. Sono comunque per la provincia di Ravenna segnali negativi che hanno le radici negli anni precedenti. Inoltre, se si considera la variazione della struttura imprenditoriale del comparto dell’edilizia secondo la forma giuridica, quasi tutte le classi sono in flessione, ad eccezione delle società di capitale, giunte al 16,1% del totale.

In un confronto temporale più ampio ed in particolare negli ultimi 5 anni, il calo del settore è risultato di 325 unità, pari a -5,9%; nel tempo però, il saldo negativo è progressivamente diminuito negli ultimi anni, con qualche discontinuità, partendo dal -730 del quarto trimestre del 2015. Per quanto riguarda la tipologia d’impresa, in un anno, le imprese giovanili delle costruzioni, che sono il 6,9% del totale, pari a 354 unità, sono diminuite quasi del 9%. Le imprese femminili del settore sono solo 217 e sono arrivate al 4,2% del totale, con un decremento del -2,7% rispetto alla fine del 2019. Ma sono soprattutto le imprese straniere delle costruzioni che sono riuscite ad aumentare anche negli ultimi dodici mesi (+1,2%), giungendo così a quota 1.684, pari al 32,7% del totale, nonostante le difficoltà del settore.

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