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Il faentino Nicola Dalmonte eletto alla guida del Canale Emiliano Romagnolo

Nicola Dalmonte è attuale vicepresidente di Coldiretti Emilia-Romagna e presidente della Coldiretti Ravenna e riceve il testimone dall’uscente Massimiliano Pederzoli

La guida del Cer - Consorzio Canale Emiliano Romagnolo ha cambiato volto, eleggendo presidente l’imprenditore agricolo Nicola Dalmonte, 53enne faentino, perito agrario, sposato con tre figli e contitolare della storica azienda familiare Dalmonte vivai, fondata nel 1895 e leader del settore vivaistico frutticolo e viticolo da oltre un secolo.

Nicola Dalmonte è attuale vicepresidente di Coldiretti Emilia-Romagna e presidente della Coldiretti Ravenna e riceve il testimone dall’uscente Massimiliano Pederzoli, che lo aveva preceduto al vertice della Coldiretti ravennate ed è stato alla guida del Cer, Consorzio associato ad Anbi, per 15 anni; un’eredità importante, che comprende 135 km di canalizzazione artificiale, unica in Italia, al servizio prevalentemente dell’agroalimentare emiliano-romagnolo ed eccellenza nel settore della ricerca, della sperimentazione scientifica grazie ai laboratori Acqua Campus di Budrio, con all’attivo centinaia di progetti europei, strettamente legati all’innovazione tecnologica applicata al comparto e al risparmio idrico.

Al termine dell’incontro che lo ha visto eletto, il neo presidente Dalmonte ha dichiarato: “Sono particolarmente grato a questo consiglio, a tutte le associazioni agricole che ne fanno parte ed in particolare a Coldiretti che mi ha indicato per questo rilevante ruolo di responsabilità. Il Cer rappresenta oggi un punto di riferimento all’avanguardia per l’agricoltura, ma non solo. La ricerca di eccellente livello sviluppata storicamente dall’ente, unitamente agli usi civili ed industriali in ottica sempre sostenibile sono infatti già una realtà e diventeranno asset oltremodo strategici guardando al nostro futuro, un futuro in cui le applicazioni tecnologiche/scientifiche ideate e applicate al comparto avranno un peso sempre maggiore. Affronto questa sfida con grande entusiasmo cercando di portare il meglio della mia esperienza professionale e di coinvolgere tutti quelli che fanno parte di questo percorso verso obiettivi comuni virtuosi”.

Nella seduta del consiglio sono stati eletti anche i due vicepresidenti che affiancheranno Dalmonte: Marco Bergami e Carlo Carli. Oltre a loro fanno il loro ingresso all’interno del Comitato Amministrativo (composto dai rappresentanti dei Consorzi associati Consorzio di Bonifica Burana, Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Consorzio di Bonifica Renana, Consorzio di Bonifica Romagna Occidentale e Consorzio di Bonifica della Romagna - e Ravenna Servizi Industriali e Delegato del Ministero MiPAAF) anche: Valentina Borghi, Gianni Tosi, Antonio Vincenzi Stefania Malavolti, Luigi Maccaferri, Stefano Francia, Lorenzo Falcioni, Mattia Tampieri, Luca Natali, Michele Zaccaro e la delegata del MiPAAF Raffaella Zucaro.

Nel corso dell’incontro il direttore generale Paolo Mannini ha presentato al nuovo Consiglio lo staff dirigenziale dell’ente, soffermandosi sulla corposa attività in capo al Consorzio: “Negli ultimi anni il Consorzio è stato guidato da una amministrazione attenta e puntuale che ha consentito al Cer di proseguire nella costruzione del Canale oltre il progetto originario assicurando anche l’avvio di importanti e necessarie manutenzioni sulle opere più datate. Sono certo che presidente e amministratori eletti proseguiranno in questo impulso grazie alla loro esperienza e con rinnovato slancio”.

“Il Cer – commenta il direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini, è opera centrale per l'agricoltura provinciale e regionale, con la sua attività, prosegue il Direttore, il Consorzio è altrettanto indispensabile al fine di promuovere buone pratiche innovative per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e per dare risposte concrete alla domanda irrigua. Siamo dunque ben lieti che un sistema complesso come quello gestito dal Cer sia presieduto da un imprenditore capace, che ben conosce le esigenze dell'agricoltura e la necessità di tutelare risorse strategiche come, appunto, quelle idriche. Sul fronte dell'uso razionale dell'acqua, risorsa sempre più preziosa, gli agricoltori peraltro sono già impegnati da anni e continuano ogni giorno a fare la loro parte promuovendo e sviluppando sistemi di irrigazione a basso impatto, nonché sperimentando colture meno idro-esigenti".

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