Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia

Il futuro del petrolchimico: il Governo vuole convocare un tavolo nazionale

“Ora è necessario un percorso certo di discussione per andare nella direzione di una transizione giusta nei tempi giusti e con la garanzia del Governo su un’operazione strategica per il Paese”

“Ora è necessario un percorso certo di discussione per andare nella direzione di una transizione giusta nei tempi giusti e con la garanzia del Governo su un’operazione strategica per il Paese”. È la richiesta dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al tavolo nazionale interministeriale sul settore petrolchimico con particolare riferimento al quadrilatero Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con suoi poli di Ravenna e Ferrara che con i siti di Porto Marghera e Mantova costituiscono più della metà della chimica nazionale.

Il confronto si è tenuto mercoledì sera in via telematica al Mise, convocato dal viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto, insieme al sottosegretario alla Transizione ecologica, Vannia Gava. All’incontro anche rappresentanti di Eni Versalis, delle istituzioni, sindacati, Confindustria e delle Regioni coinvolte. Nell’occasione il viceministro Pichetto ha annunciato ai presenti la volontà del Governo di convocare in tempi brevi un tavolo nazionale della chimica.

“Ci aspettiamo dal governo che si faccia garante di un percorso di questa portata - ha affermato l’assessore Colla - poiché il tema del cracking rientra in una discussione generale sulla chimica- Oggi siamo a un passaggio delicato per il Paese: se vogliamo attuare il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e renderlo davvero efficace, il progetto industriale nazionale della chimica è fondamentale. La chimica rappresenta il settore più strategico e trasversale e perderla o ridimensionarla significherebbe perdere sia gli investimenti delle multinazionali che gravitano intorno al settore, sia la nostra manifattura. Nel momento in cui il Paese sta facendo il più grande investimento keynesiano della sua storia contemporanea, è dunque fondamentale avere certezze non solo per il nostro quadrilatero produttivo, ma per tutti quei milioni di lavoratori che, oltre che nei petrolchimici, stanno nel sistema-Paese”.

Rispetto al tema specifico dell’approvvigionamento delle materie prime attraverso la pipeline, che Versalis vorrebbe sostituire con le navi, l’assessore regionale ha evidenziato il problema della sostenibilità ambientale e i rischi per la sicurezza, richiamando “la necessità di una discussione sul modello che vogliamo affermare con il Pnrr. Noi siamo alleati del percorso di transizione verde che Eni intende compiere – ha concluso Colla - però le transizioni reggono se procedono contestualmente su un binario parallelo che permetta di vedere da dove partiamo e in quale direzione stiamo andando, senza perdere il lavoro e con progetti di investimento condivisi. Il Governo deve essere garante di tale indispensabile processo strategico”.

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