Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Impoverimento dei centri, Confcommercio: "I palazzi storici ospitino realtà commerciali"

"Abbiamo palazzi storici meravigliosi e fatiscenti, un patrimonio artistico enorme, che va conservato e valorizzato, essi potrebbero ospitare realtà commerciali o comunque imprese", osserva Caroli

Si espandono i centri commerciali, chiudono i tradizionali negozi di vicinato. Sull'impoverimento dei centri storici arriva la riflessione di Paolo Caroli, presidente di Confcommercio della provincia di Ravenna. "Il nostro Paese dipende in gran parte dalle piccole e medie imprese, sono la vera spina dorsale dell'economia reale - esordisce Caroli -. E' un fatto assodato da molti anni, praticamente da sempre, ma nonostante questo si continua a vessarle con politiche fiscali deprimenti e scelte distributive sempre a loro sfavore, credendo che la forza di queste imprese sia pressoché infinita ed inesauribile".

"Questo avviene a livello nazionale e locale, senza eccezioni di sorta, favorendo sempre la grande distribuzione per motivi politici e di introiti fiscali, ne abbiamo la riprova anche nella nostra provincia in queste settimane - osserva -. L’Esp a Ravenna, il Globo e l’ex acetifico a Lugo, con notevole decurtazione di posti auto, le prossime autorizzazioni a favore di medie e grande distribuzione tenute ancora celate a Faenza, mai condivise con le associazioni di categoria".

"Il copione è sempre il medesimo - prosegue Caroli -. In campagna elettorale grandi elogi, tavole rotonde, incontri continui, ma le scelte macropolitiche e di incentivazione sono già prese ed al massimo si può ottenere un ‘contentino’. I centri storici della nostra provincia devono subire lo stillicidio di calo dei posti auto, sempre meno accessibilità ai mezzi salvo poi rammaricarsi per le attività magari storiche che chiudono, dimenticando la loro insostituibile funzione sociale, economica e di aggregazione. Non c'è coerenza in tutto ciò, volutamente".

Qual è la progettualità sui centri storici, cosa vogliamo che siano tra vent'anni? - si interroga il presidente di Confcommercio della provincia di Ravenna -. E dei negozi di vicinato cosa ne sarà? Li riteniamo tutt'ora utili nelle città o nelle frazioni ormai ridotte a dormitori senza più servizi o no? Abbiamo palazzi storici meravigliosi e fatiscenti, un patrimonio artistico enorme, che va conservato e valorizzato, essi potrebbero ospitare realtà commerciali o comunque imprese, ma si continua a premiare chi investe in periferia, poi si predica il consumo zero del territorio, quindi ancora senza coerenza. Serve una visione prospettica chiara e non a spot come purtroppo accade praticamente sempre, interventi concertati tra associazioni di categoria e amministrazioni per rendere le nostre città più fruibili ma sopratutto migliori".

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