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Imprese, Confesercenti dura contro il Governo: "Promesse deludenti, 600 euro sono un'elemosina"

Nella lettera aperta al comune di Cervia la Confesercenti protesta: "Il Governo sta facendo una manovra a favore delle banche e non delle piccole e medie imprese"

"Pensavamo di non arrivare mai a questo punto. In cuor nostro, abbiamo sperato fino all’ultimo che il risveglio da questo clima surreale, devastante nella salute e nell’economia, sarebbe stato più limitato nel tempo e meno nefasto, ma così non è". Si apre con queste parole la lettera aperta che la Confesercenti di Cervia indirizza all'amministrazione comunale cervese per discutere della difficile situazione delle attività imprenditoriali

"Vogliamo precisare che oggi avanziamo queste considerazioni e richieste all’Amministrazione Comunale e al mondo delle imprese - scrive la Confesercenti cervese - considerazioni che potrebbero essere completamente ribaltate e accentuate, in funzione di ciò che succederà nelle prossime settimane. Come sapete, i provvedimenti governativi e regionali, che si stanno succedendo in materia di contenimento dell’emergenza Coronavirus, hanno imposto la chiusura temporanea di numerose attività imprenditoriali. La nostra Associazione ha accettato, malgrado tutto, l’adozione di provvedimenti di questa natura, in quanto unica soluzione utile a limitare drasticamente le possibilità di contagio tra la popolazione. Le imprese che noi rappresentiamo stanno, tuttavia, pagando oggi un prezzo altissimo e versano in una condizione di crisi estremamente grave. È concreto il rischio che buona parte di queste non riescano a ripartire al termine dell’emergenza: ci aspetta un mondo di imprese diverso".

La critica

Dopo la presa d'atto del difficile momento, non mancano le critiche sulla gestione: "Nonostante questo, riteniamo estremamente sbagliato, controproducente e antituristico inviare messaggi di non apertura per la stagione imminente, che sarà comunque complicata e difficile. Sarà complicato, difficile (se non anche impossibile), ma ci vogliamo assolutamente provare; a livello regionale siamo impegnati a concordare con le Istituzioni i “singoli protocolli di apertura per le varie tipologie di attività”. Sulla base di questo, faremo anche delle proposte, che abbiamo raccolto dagli associati, per continuare ad essere quello che siamo: una località turistica aperta, viva, accogliente e che ci prova fino in fondo. È nella nostra natura, nel nostro stile e nella nostra voglia di fare impresa, senza mollare mai!".

Spese e richieste

"Veniamo ora al tema dei costi, delle spese di tutti i giorni e delle imposte. Purtroppo, allo stato attuale, non abbiamo notizia di provvedimenti statali che intervengano, dando sostegno alle imprese sul tema dei versamenti relativi ai principali tributi e imposte locali: canone occupazione del suolo pubblico, tariffa rifiuti, imposta comunale sulla pubblicità e IMU. Alla luce di quanto sopra esposto e per sostenere le imprese cervesi, costrette alla chiusura, chiediamo al Sindaco d Cervia, in capo all’Amministrazione Comunale, quanto segue:

  • Azzeramento dei tributi comunali relativi al primo semestre 2020; nel caso il fermo sostanziale delle attività turistiche venga prorogato oltre il 3 maggio, non escludiamo di richiedere l’azzeramento dei tributi fino al 31 agosto 2020. D’altronde, è impensabile pagare servizi di cui non si è goduto. Lo stanno facendo le assicurazioni in modo volontario, togliendo almeno un mese di costo polizza su base annua. 
  • Proroga al 2021 (non prima del 30 settembre) di tutte le scadenze per il pagamento dei tributi locali del 2020 e di parte del 2021. Su questo si propone che la somma dei pagamenti fino a € 3.000 siano da pagare in un’unica soluzione. Per importi superiori, si preveda una rateizzazione in 2-4 rate, con cadenza semestrale.
  • Rimodulazione degli importi dei tributi riferiti alla fase post emergenziale, al fine di agevolare le imprese nel riavvio della regolare attività e per consentire, quindi, una più facile ripartenza.
  • Sospensione dell’Imposta di Soggiorno per l’anno 2020 e 2021; precisiamo che l’imposta di soggiorno non andrà proprio richiesta al turista, al quale dovremmo dare un premio se verrà a soggiornare a Cervia in questi due anni. Dal 2022, sperando di essere tornati in condizioni pressoché normali, può venire ripristinato l’attuale regime.
  • Costituire una task force fra Associazioni delle Imprese e Amministrazione Comunale per incontri mirati con il sistema bancario e le utility dei servizi (HERA, ecc…). È impensabile che questi attori non debbano condividere le problematiche delle imprese e, di conseguenza, trovare soluzioni condivise per superare il momento.

I deludenti interventi del Governo

"Il segnale che raccogliamo come Associazione dal sistema delle imprese, è estremamente grave e preoccupante. Il flusso finanziario si è interrotto bruscamente e sta emergendo una debolezza strutturale a cui dobbiamo dare una risposta. Questa non è l’unica, in quanto vi sono aspetti diversi che attengono, ad esempio, ai contratti di locazione e di affitto d’azienda e, ovviamente, alle imposte/tasse/contributi nazionali, sui quali sono impegnati i nostri livelli superiori. Che dire poi, del dramma che stanno vivendo le attività commerciali con merce già consegnata dai grossisti e, ovviamente, rimasta invenduta. Pertanto, questa nota non vuole essere né esaustiva e nemmeno completa in quanto l’evoluzione dei fatti ancora non ci consente di fare il punto.
Ad oggi, le promesse e gli interventi del Governo, estremamente deludenti, sono solo indirizzati ad indebitarci. Tale prospettiva per noi non è né condivisibile, né accettabile. Queste proposte che offrono come unico "giubbotto di salvataggio" la sola erogazione di credito (prestito), per quanto facilitato, per far fronte a costi correnti (fra i quali una gran parte, non marginale, di tasse) è assurda. L’elemosina dei 600 € non è neanche commentabile per la nefandezza, quantomeno strutturale, della proposta!.

Il Governo, di fatto, sta facendo una manovra a favore delle banche e non delle piccole e medie imprese. Sono le banche che avranno garanzie e non le imprese. Con questo schema, possiamo solo fare nuovi debiti e, quindi, ripartire ancora più fragili in un mercato che si prospetta debolissimo. Le nostre imprese hanno assolutamente bisogno di un sostegno al reddito, di un contributo a fondo perduto, tarato sul calo del fatturato, reale e oggettivo.
Come hanno anticipato altre associazioni, condividiamo una considerazione, che oggi sono necessari un comportamento e un’azione diversi dalla consuetudine, “perché un’azienda fallita è un’azienda che non produrrà più ricchezza, nemmeno negli anni a venire.” Confidiamo nel positivo accoglimento delle nostre istanze, che vogliamo condividere nella consapevolezza che, oltre ad essere fondamentali per consentire alle aziende di fronteggiare una crisi senza eguali, sarebbe un segno molto apprezzato di vera partecipazione delle istituzioni locali al dramma economico che molti stanno attraversando.
Sappiamo bene che le proposte che stiamo avanzando metteranno in difficoltà il bilancio comunale; è per tale motivo che chiediamo al sistema delle imprese cervesi di condividere i principi sopra esposti, affinché l’Amministrazione Comunale possa, a sua volta, superare questa crisi con contributi statali. Il bilancio comunale, col tempo, si potrà riprendere; le imprese - se chiuse - no".

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