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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Imprese e inquinamento: "L'obiettivo 'saldo zero' uccide l'iniziativa imprenditoriale sul nascere"

Confartigianato fortemente critica verso il Piano Regionale per l'Aria. L'associazione chiede, dopo il superamento delle Province, un'accelerazione verso la Romagna unita.

La Romagna come territorio unico, la fiscalità, il futuro dell’associazione e il Piano Regionale dell’Aria (PAIR). Sono stati soprattutto questi i temi sui quali ha posto l’accento Riccardo Caroli, presidente provinciale di Confartigianato nel suo intervento in occasione del 16esimo congresso dell’associazione, al quale ha partecipato anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti.

ROMAGNA UNITA – Bene la riforma delle Province, ma insufficiente. “Di recente anche la nostra Amministrazione Provinciale ha assunto i connotati previsti dalla riforma. Ma questo per noi è insufficiente; occorre con grande dinamismo creare le condizioni per la condivisione politica e amministrativa che favorisca la gestione di un territorio allargato che è la “Romagna”. Oggi il dibattito su come attivare le macro aree previste dalla riforma emanata dalla Regione Emilia Romagna è fermo e non vediamo segnali incoraggianti.
Si parla solo della Città Metropolitana ma anche gli altri territori di questa regione hanno necessità di conoscere in tempi brevi l’entità delle novità apportate dalla nuova architettura istituzionale. Questo perché vogliamo che il tema della “competitività delle imprese” sia considerato come un elemento centrale rispetto alle modalità con cui si andranno a determinare i nuovi assetti istituzionali - territoriali. Sarebbe un grave errore infatti se il riordino, oltre ad interessare la riduzione della spesa pubblica, non pensasse di ridare efficacia ed efficienza ad una pubblica amministrazione alcune volte lontana dalle vere esigenze delle comunità locali, dei cittadini e delle imprese.
Ribadisco: quello che ci preme e che rivendichiamo con forza è che l’aggregazione territoriale rappresenti davvero una nuova opportunità per la competitività delle nostre aziende, non una semplice sommatoria degli attuali costi e burocrazia”.

IL PIANO PER L’ARIA – Su questo punto, Confartigianato si è detta particolarmente preoccupata. L’obiettivo del “saldo zero” per le imprese in materia di emissioni inquinanti, infatti, secondo l’associazione rischia di essere particolarmente penalizzante in un territorio, come quello emiliano-romagnolo, fortemente esposto anche agli inquinanti prodotti in territori limitrofi. “Favorire il lavoro e soprattutto il nostro sistema economico significa andare a modificare il Piano Regionale dell’Aria (PAIR 2020). Non possiamo nascondere le preoccupazioni che emergono dalla lettura del Piano, dove è previsto il “saldo zero” per le attività manifatturiere, poiché è necessario definire in maniera chiara e inequivocabile cosa si intenda per emissioni significative.
Sovrastimare le reali possibilità di miglioramento della qualità dell’aria nel nostro territorio significa bloccare sul nascere eventuali investimenti produttivi. L’applicazione acritica di un criterio come la dinamica a saldo zero infatti potrà comportare la non fattibilità a priori di nuove iniziative imprenditoriali, anche se caratterizzate dall’applicazione delle migliori tecniche disponibili. Cosa analoga riguarda la limitazione del traffico all’interno dei centri abitati, dove per i comuni con oltre 30.000 abitanti il PAIR 2020 ha sottovalutato le gravi conseguenze in termini di accessibilità che deriverebbero dall’applicazione delle norme.
Sono infatti previste nuove aree pedonali ed estensioni delle Zone a traffico limitato (ZTL) per tutta la superficie dei centri abitati. Soluzioni come quelle prefissate dal Piano prefigurano un quadro di tale limitazione dell’accessibilità dei Centri cittadini da far temere per la sopravvivenza delle imprese insediate.
Naturalmente i provvedimenti prefigurano anche per la cittadinanza situazioni di disagio, causa le limitazioni alla mobilità”.

IL FUTURO DI CONFARTIGIANATO – Infine, uno sguardo al futuro. “Senza fare salti nel buio – ha sottolineato Caroli -, nei prossimi mesi dovremo cominciare a incontrare le Confartigianato a noi più vicine per capire se abbiamo la stessa visione sul futuro del nostro sistema associativo”. La strada da percorrere potrebbe essere, quindi, quella di una Confartigianato sovraprovinciale.

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