Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Imprese: si ferma il trend discendente delle startup ravennati, ma in città sono solo 23

La provincia di Ravenna si colloca al settimo posto della classifica regionale con 61 startup attive nel dicembre 2019 e con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente

Sono 1.770 le startup innovative nate in Emilia-Romagna tra il 2013 e il 2019. Di queste 192 hanno cessato l'attività, altre 843 sono "uscite" dall'albo delle imprese innovative, principalmente per "raggiunti limiti di età". Questi sono i dati contenuti nel rapporto "Le Startup Innovative in Emilia-Romagna", curato dall'Osservatorio regionale startup di ART-ER.

L'analisi regionale

Oltre i due terzi delle startup innovative sono attive nei servizi alle imprese: il 40,6% di queste nell'ambito dei servizi di informazione e comunicazione, il 30,2% nella produzione di software e consulenza informatica. Bologna è il territorio dove si concentra il maggior numero di startup innovative (il 33,9% del totale Emilia-Romagna) ma è Rimini il territorio che ha fatto registrare la migliore performance negli ultimi anni. Startup innovative sono presenti in 134 Comuni sui 328 dell'Emilia-Romagna (41%). Il valore medio della produzione è di 240.267 euro, importo che sale a 368.267 considerando solo le imprese innovative che hanno chiuso il bilancio 2019 in utile. La fotografia più recente del fenomeno startup innovative in Emilia-Romagna l'ha scattata ART-ER lo scorso 29 aprile 2021: a quella data le imprese attive in regione e iscritte nel registro speciale erano 1.013, per il 70,5% operative nell'ambito dei servizi, per il 52,8% con un fatturato inferiore ai 500 mila euro.

L'analisi nel Ravennate

La provincia di Ravenna si colloca al settimo posto della classifica regionale con 61 startup attive nel dicembre 2019, e un numero di imprese inferiore di una sola unità rispetto a quelle presenti in provincia di Forlì-Cesena.

Contrariamente a quanto si registra praticamente su tutto il territorio regionale, nella provincia di Ravenna la fase di riduzione delle nuove iscrizioni si manifesta già nel 2016 - il picco delle nuove iscrizioni si registra nel 2015 - e proprio la combinazione di questa diminuzione anticipata rispetto a quanto accaduto nelle altre province e la contemporanea crescita delle cancellazioni - che nel 2017 giungono ad essere uguali al numero delle nuove iscrizioni - costituiscono la causa principale della flessione e poi dell'appiattimento relativo della curva relativa alle startup attive già a partire dal 2016. Nel corso del 2019, però, il numero di nuove startup iscritte all'Albo risulta superiore del 7% a quello del 2018 e contribuisce ad invertire, anche se in modo lieve, il trend discendente della curva.

Al dicembre 2019 più di un terzo delle startup risulta essere localizzata nel comune di Ravenna (23 su 61) e, contrariamente a quanto accade in altri territori provinciali che presentano concentrazioni che superano il 60 percento, rilevante è la presenza di un buon numero di startup anche nei comuni di Faenza (quasi 25%), Cervia (10%) e Lugo (10%)

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