Economia

Imu, una famiglia scrive al sindaco: "Non si è battuto per noi. Paghiamo tantissimo"

Una famiglia di Ravenna però interroga il primo cittadino con una lettera, sempre sulla questione Imu, ma sull'aliquota per le abitazioni in comodato d'uso. "La mia famiglia fa parte di quel gruppo di circa 4.000 che vivono in una casa in comodato"

Ravenna negli ultimi mesi si è distinta per la battaglia portata avanti dal sindaco, Fabrizio Matteucci, sulla questione della mini-Imu, che alla fine è stata fatta slittare a giugno, nel tentativo di abolirla definitivamente. Una famiglia di Ravenna però interroga il primo cittadino con una lettera, sempre sulla questione Imu, ma sull'aliquota per le abitazioni in comodato d'uso.  “La mia famiglia fa parte di quel gruppo di circa 4.000 che vivono in una casa in comodato di proprietà dei genitori o viceversa, nel nostro caso con più figli e uno stipendio medio-basso da dipendenti”.

“Per i comodati genitori/figli, Ravenna, a differenza di molti altri Comuni, anche del ravennate, ha deciso l’aliquota massima del 10,6 per mille. - si ricorda nella missiva - Per la nostra famiglia significa quattro volte di più della vecchia Ici. Paghiamo come seconda casa senza avere la prima. Siamo dovuti ricorrere ad un fido bancario. Credevamo che nel 2013 sarebbe cambiato qualcosa, ma nulla è successo. Quest’anno, però, il fido bancario è stato utilizzato per altre emergenze familiari (mia moglie ed io siamo assunti da aziende colpite dalla crisi ). Arrivati al 16 dicembre, non siamo riusciti a pagare la rata Imu. Cercheremo di pagarla nel 2014 appena possibile, con la sanzione”, spiega la lettera al sindaco.

Gli scriventi si dichiarano “cittadini che hanno  votato per il Suo partito” e chiedono spiegazioni a Matteucci. “Abbiamo letto che il bilancio 2012 del Comune è stato in avanzo di 14.616.000 euro ed in particolare ci sono state entrate Imu superiori a quelle previste per 1.286.000 euro. Visto questi dati non si poteva, per il 2013, mantenere almeno l’aliquota base del 7,6 per mille per i comodati genitori/figli? - si chiede nella lettera - Anche perché il 50 per cento di questa aliquota, cioè il 3,8 per mille, non sarebbe andata allo Stato come nel 2012. Invece il tutto si è risolto utilizzando appena 200.000 dei 400.000 euro destinati nel bilancio 2013 a “rimborsare” l’Imu dei comodati, con tutta una serie di adempimenti e restrizioni. Noi non possiamo fare domanda per pochi euro in più di rendita catastale. Ma il principio è giusto.  Forse qualche centinaio di famiglie riuscirà a rivedere parte dell’Imu versata nel 2013, anche se ha pagato tutta quella del 2012. Ma non Le sembra che il fondo, pari al 4 per cento di quanto incassato sui comodati stessi (5.000.000 riportando una dichiarazione stampa del Comune), sia stato largamente insufficiente?”.

Poi un’osservazione sull’Imu prima casa, facendo riferimento alla mini-Imu, contro la quale il sindaco si è battuto. “La sua iniziativa non è sbagliata,ma in ogni caso, l’uno per mille in più dell’aliquota normale pretesa da Lei nel 2012 e mantenuta nel 2013 non è stata forse una stangata maggiore? - continua la lettera - Il governo ha poi previsto  per la seconda rata Imu, che le case date in comodato potessero essere riequiparate dai Comuni alla prima casa, come pochi anni fa. Ma  Lei ha deciso di non aderire all'equiparazione evidenziando che il governo non aveva previsto in questo caso di far fronte al mancato gettito”. La lettera continua sottolineando che il sindaco “si sarebbe potuto battere fino allo spasimo”, anche  per chiedere il  rimborso da parte dello Stato. “4mila famiglie ravennati l’avrebbero ringraziata. La mia famiglia, visto il peso sempre crescente della tassazione sulla casa, ha pensato seriamente  di venderla e andare in affitto”.

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