Incendio a Casola, Coldiretti: "Meno vincoli e più manutenzione per gli agricoltori"

"Se gli agricoltori fossero più liberi di intervenire e meno soggetti a limitazioni imposte dall'alto, tutto il territorio ne beneficerebbe in termini ambientali e di sicurezza"

Ettari di boschi, terreni e pascoli completamente devastati dalle fiamme. Questo un primo sommario bilancio del vasto incendio che da domenica pomeriggio interessa le colline di Casola Valsenio, dal monte Battaglia al versante del Santerno.  In attesa che le Autorità definiscano l'esatta dimensione dell'evento (al momento sarebbero circa 7 gli ettari andati in fumo) e le indagini in corso chiariscano le cause dell'incendio, Coldiretti Ravenna – che proprio a Casola aveva presentato meno di mese fa il piano, condiviso dal sindaco Sagrini e FederForeste, per rilanciare e valorizzare la risorsa bosco dell'alta collina faentina – sottolinea come "in questa estate, caratterizzata dal 30% di precipitazioni in meno, a livello nazionale i roghi siano aumentati del 20% anche per via della sempre più accentuata tendenza al surriscaldamento, con il 2020 che è stato fino adesso di oltre un grado l’anno più caldo della media storica (sulla base dell’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr). Da nord a sud dello Stivale, negli ultimi due mesi, sono già 450 gli incendi per i quali è stato chiesto l’intervento dei mezzi della flotta aerea dello Stato per aiutare le operazioni di spegnimento a terra con un tragico bilancio di migliaia di ettari bruciati, alberi carbonizzati, oliveti e pascoli distrutti e fiamme che arrivano a lambire le città".

"Ci vogliono almeno 15 anni – evidenzia Coldiretti – per far rinascere completamente un ecosistema forestale a seguito di un incendio e quindi del contestuale blocco di tutte le attività umane tradizionali del bosco. Una situazione angosciante che il nostro Paese (coperto da boschi per quasi 11 milioni di ettari) è costretto ad affrontare perché se da una parte il 60% dei roghi è di origine dolosa, dall’altra per effetto degli eccessivi vincoli normativi che frenano la manutenzione dei boschi da parte degli agricoltori e della tendenza ancora forte allo spopolamento delle aree collinari-montane la maggioranza dei boschi italiani si trova senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli".

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"La corretta manutenzione – afferma Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Ravenna – aiuta a tenere pulito il bosco e a evitare il rapido propagarsi delle fiamme in caso di incendi. Se gli agricoltori fossero più liberi di intervenire e meno soggetti a limitazioni imposte dall'alto, come peraltro evidenziato nel nostro 'piano per il rilancio del bosco' che rimette l'agricoltore al centro di un progetto di valorizzazione economica, sociale e turistica di foresta e pascolo, tutto il territorio ne beneficerebbe in termini ambientali e di sicurezza".

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