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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Industria chimica vuole realizzare una nuova produzione inquinante, la protesta di Vivi Ravenna Verde

Il gruppo ambientalista Vivi Ravenna Verde ha inviato una lettera al Comune e alla Regione per sensibilizzare l’amministrazione locale sui rischi ambientali

Il gruppo ambientalista Vivi Ravenna Verde ha inviato una lettera al Comune e alla Regione per sensibilizzare l’amministrazione locale sui rischi di incremento di sostanze inquinanti a Ravenna. Il 20 settembre è stata protocollata in Regione una richiesta di Polynt, azienda chimica bergamasca con stabilimento produttivo in via Baiona. Polynt chiede di valutare preliminarmente un nuovo ciclo produttivo per 1.000 tonnellate all’anno di Anidride 3-Metil Tetraidro-ftalica (3-MTHPA): anidride utilizzata in ambito industriale.

Spiega la nota degli ambientalisti: "Una delle materie prime è il Piperilene: una miscela di idrocarburi, trasportato su gomma con autobotti o Iso-Tank container che secondo le indicazioni di pericolo può provocare alterazioni genetiche e cancro. Vivi Ravenna Verde esprime preoccupazione poiché per le strade della nostra città potrebbero circolare numerosi automezzi che trasportano sostanze con questo indice di pericolosità. Polynt dichiara che questo nuovo processo industriale produrrà ulteriori 450 tonnellate di gas ogni anno e che tutto sommato è un’inezia considerate le attuali 674.000 tonnellate ora emesse in atmosfera; per questo afferma “non vi sarà una variazione significativa delle concentrazioni di inquinanti” quando in realtà si tratta di un oggettivo aumento del carico inquinante in una città che è già fra le 100 più inquinate d’Europa. Il territorio ravennate quanto dovrà ancora pagare a questa industrializzazione incapace di avere rispetto per l’ambiente?"

"Polynt e l’Amministrazione locale sono consapevoli che nelle immediate vicinanze ci sono aree naturali come la pineta di San Vitale e la Pialassa Baiona? Il polo chimico rappresenta un fardello pesantissimo e insostenibile a carico del territorio, tutt’oggi fonte di emissione in atmosfera di sostanze nocive. Si chiede che il Comune rispetti finalmente l’ambiente e ponga fine al consumo del suolo nel territorio ravennate, rispettando le promesse fatte in campagna elettorale", conclude la nota.

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