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L'appello di Confartigianato: "Un cambio di passo per salvare aziende e posti di lavoro"

Samorè: "Servono quindi maggiori risorse per dare risposte alle imprese che stanno soffrendo moltissimo"

Emergenza sanitaria e misure per la ripresa economica sono tra gli argomenti che fanno parte del dibattito congressuale che vede impegnata Confartigianato della provincia di Ravenna nel rinnovamento dei propri organismi e che si concluderà il prossimo 29 aprile. Per l’associazione è chiaro che sia indispensabile procedere con una campagna vaccinale rapida e su larga scala, perché solo con una situazione pandemica sotto controllo potranno ripartire gli investimenti e le attività imprenditoriali.

A questo proposito Tiziano Samorè, Segretario Provinciale di Confartigianato, intende "sottolineare l’impegno delle imprese, che fin dall’inizio dell’emergenza hanno garantito le massime condizioni di sicurezza con importanti investimenti ed una notevole attenzione al rispetto delle regole anticontagio. Non è un caso, infatti, se nei dati diffusi in questi mesi dalle Autorità sanitarie, risultano sempre minimali i ‘numeri’ ed i focolai partiti e diffusi nelle aziende. In quest’ottica, sicuramente, c’è l’attesa, da parte delle Associazioni imprenditoriali, che nel prossimo DPCM vengano tenute maggiormente in considerazione gli sforzi fatti ed i risultati ottenuti dalle aziende su questo fronte. Confartigianato, inoltre, ricorda che ha già ufficialmente dato la propria disponibilità per collaborare con le Istituzioni all’attuazione della campagna vaccinale nei confronti delle imprese associate e dei loro lavoratori".

“Se i Protocolli anti Covid nei luoghi di lavoro – ha evidenziato Samorè - hanno mostrato di funzionare bene anche durante le fasi peggiori della pandemia, sono ancora validi e non vanno modificati. Ma serve ora una norma chiara sui comportamenti da adottare nei confronti dei lavoratori che, non vaccinandosi, mettono a rischio la salute e la sicurezza degli altri lavoratori”. Inoltre, ha proseguito il Segretario di Confartigianato “pur apprezzando il superamento del criterio dei codici Ateco, ci dispiace rilevare che le somme stanziate nel Decreto Sostegni, sono esigue e rappresentano soltanto il 5% delle perdite di fatturato delle nostre Aziende presenti in provincia di Ravenna. Servono quindi maggiori risorse per dare risposte alle imprese che stanno soffrendo moltissimo”.

E’ del tutto evidente che i sostegni non bastano. Bisogna costruire un futuro a misura di piccole e medie imprese. Questo è il messaggio che Confartigianato, ad ogni livello, vuole lanciare alle Pubbliche Amministrazioni e al Governo. “Le nostre aziende - ha concluso Samorè - sono state colpite duramente dalla crisi. Abbiamo stimato che sul nostro territorio, il 32% delle piccole imprese avrà gravi difficoltà operative a ripartire, per non parlare poi di alcuni settori come il legno-arredo, la moda e la filiera del turismo, dove le perdite si sono rilevate ancora più pesanti. Gli aiuti decisi dal Governo sono insufficienti a compensare l’impatto della crisi su un mondo così vasto come quello degli artigiani e delle piccole imprese, pertanto occorre fin da subito un vero e proprio cambio di passo”.

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