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Sabato, 13 Agosto 2022
Economia

La Cisl Fp si mobilita fuori dalla sede Ausl: "Servono nuove assunzioni, non si rilancia la sanità senza il personale"

Venerdì la Cisl Fp Romagna ha organizzato un presidio davanti alla sede legale di Ausl Romagna di Ravenna in via De Gasperi

Venerdì la Cisl Fp Romagna ha organizzato un presidio davanti alla sede legale di Ausl Romagna di Ravenna in via De Gasperi. Questa è una tappa di diversi appuntamenti organizzati dal sindacato cislino dal 28 giugno al 15 luglio davanti a tutti i principali presidi Ausl in Romagna per chiedere assunzioni di personale, risorse e garanzia del sistema salute pubblico.

“Quale modello sanitario pubblico romagnolo ha in mente la Regione? Abbiamo bisogno di assunzioni di personale, risorse e garanzia del sistema salute pubblico – afferma il segretario generale della Cisl Fp Romagna Mario Giovanni Cozza - Sono questi i temi al centro della nostra mobilitazione. Come Cisl Fp chiediamo di rilanciare la sanità pubblica partendo dai professionisti. La Regione Emilia Romagna deve trovare le risorse per garantire la nostra sanità romagnola o, come in passato, saranno fatti tagli a servizi, organici e salari e questo non lo possiamo permettere. Il personale in Ausl della Romagna è cresciuto dal 2018 ad oggi di 1724 unità, ma risulta numericamente insufficiente, perché figlio di anni di tagli lineari. Inoltre in poco tempo sono aumentati a dismisura i servizi offerti e a questi si è aggiunta la pandemia, che purtroppo ancora sussiste, e con essa tutte le attività cliniche dedicate. C’è necessità di un piano di reclutamento in grado di coprire il turn-over, smaltire le liste d’attesa, per poter implementare l’assistenza territoriale in attuazione del Pnrr. Infermiere di famiglia, Osco, case della comunità, Cot (centrali operative territoriali) sono nuovi modelli di assistenza territoriali che rischiano di rimanere solo sulla carta. Occorre inoltre garantire al personale riposi certi, ferie programmate e conciliazione vita-lavoro: il nostro obiettivo rimane quello di elevare la qualità dei nostri servizi sanitari e per questo non è pensabile continuare a pretendere dai dipendenti di rinunciare alla programmazione delle aspettative di vita privata. Il mantenimento dei professionisti in Ausl della Romagna passa anche dalla qualità del lavoro: se vogliamo essere attrattivi occorre fare molto di più”.

“La Regione Emilia Romagna ha annunciato un piano di recupero delle liste di attesa, ma vista la mancanza di personale a nostro avviso questo non sarà possibile - prosegue il sindacalista - Chiedere a chi è rimasto ora di fare anche quel tipo di percorso programmatorio per recuperare le prestazioni rimaste in sospeso per ragioni legate al Covid è praticamente fantascienza. Alla priorità delle assunzioni si affianca un altro tema molto attuale: il finanziamento dei fondi per il personale e la copertura dei costi covid. Tali fondi non sono stati incrementati rispetto al numero di dipendenti presenti e questo limita fortemente lo sviluppo delle carriere dei professionisti, con rischi seri di perdita del salario accessorio di tutti i lavoratori dipendenti. Per noi centrale sapere qual è il modello di sanità pubblica che la Regione ha in mente per la Romagna e come si organizzano i servizi dopo un’esperienza come quella pandemica e in previsione dell’arrivo delle risorse derivanti da Pnrr. Serve chiarezza, il personale ed i servizi non possono essere messi a rischio, non si possono fare proclami distanti anni luce dalla realtà che il personale ed i cittadini vivono rispetto ai servizi offerti”.

Presente al presidio anche il segretario generale della Cisl Romagna Francesco Marinelli: "Come Cisl Romagna sosteniamo la mobilitazione organizzata dalla nostra categoria del pubblico impiego perché la sanità riguarda tutti i cittadini, giovani e anziani. La tenuta del servizio pubblico è fondamentale, ma non si può rilanciare la sanità senza il personale, perché sono i lavoratori che garantiscono i servizi, gestiscel’emergenza covid e si potrà permettere la realizzazione del Pnrr ed è sempre grazie al loro lavoro che si potranno recuperare le liste di attesa come la Regione ha promesso. In Romagna abbiamo delle eccellenze sanitarie, ma non possiamo nasconderci dietro a questo. Ci sono tante inefficienze e problemi che vanno risolti il prima possibile per non perdere ciò che di buono è stato costruito negli anni”.

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