Economia

La meccanica "made in Ravenna" arriva fino al Kenya

La meta scelta non è casuale: le previsioni indicano un rafforzamento delle esportazioni italiane di beni verso il Kenya di circa il 5,7% nell’anno in corso e del 6,5% nel triennio 2018-2020

Sace, che insieme a Simest costituisce il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cdp (Cassa, depositi e prestiti) ha supportato la romagnola Cgm nella vendita in Kenya di macchine per prodotti in calcestruzzo del valore di oltre 200mila euro. Grazie ai servizi di assicurazione del credito di Sace, Cgm ha offerto all’acquirente keniota dilazioni di pagamento competitive in sicurezza. Si consolida così la partnership tra Sace e Cgm, che ha permesso all’azienda del ravennate di utilizzare, nel corso degli anni, servizi di export credit e di ottenere liquidità attraverso lo smobilizzo dei crediti. Da oltre 50 anni Cgm è attiva nella progettazione, produzione e vendita di macchine e stampi per manufatti in calcestruzzo. Grazie a un’esperienza maturata attraverso una rete che opera in più di 40 Paesi e alla ricerca continua di soluzioni all’avanguardia, l’azienda è leader nel settore del dry-cast.

“L’esperienza di Cgm in East Africa sta a dimostrare come il continente africano possa rappresentare per le aziende italiane una grande opportunità di crescita, non solo per il futuro, ma già nel presente - ha dichiarato Luca Grandonico, General Manager di Cgm che opera dal Kenya - Grazie al contributo di Sace, questa interessante sfida che racchiude inevitabilmente numerose difficoltà e rischi, può essere vissuta e portata avanti con la consapevolezza di poter minimizzare il rischio del credito e allo stesso momento offrire alle controparti africane soluzioni finanziare dedicate, imprescindibili per poter rendere l’offerta tecnologica interessante dal punto di vista commerciale”. La meta scelta da Cgm come opportunità di business non è frutto della casualità: come evidenziato dal nuovo Rapporto “Export Unchained. Dove la crescita attende il Made in Italy” di Sace, le previsioni indicano un rafforzamento delle esportazioni italiane di beni verso il Kenya di circa il 5,7% nell’anno in corso e del 6,5% nel triennio 2018-2020, grazie alla dinamicità e alla diversificazione della struttura economica del Paese. Inoltre il settore della meccanica strumentale - quello in cui opera appunto l’azienda - è uno dei 5 comparti che complessivamente rappresentano il 70% dell’export complessivo dell’Emilia Romagna, terza regione italiana per vendite di beni all’estero (dietro soltanto a Lombardia e Veneto). Senza considerare che le prospettive per infrastrutture e costruzioni in Africa sono le più positive tra le aree emergenti. Oltre allo sviluppo di grandi iniziative per l’energia, l’accessibilità all’acqua potabile e i trasporti, riveste un’importanza crescente il settore dei servizi e delle costruzioni residenziali e commerciali, collegate alla rapida urbanizzazione del Paese: basti pensare che solo dieci anni fa Nairobi contava 2 milioni di abitanti, mentre adesso ne ospita oltre 3,5 milioni, di cui oltre il 60% vive in "slum" (quartieri) con inadeguata fornitura di servizi.

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