Economia Bagnacavallo

La protesta di estetisti e parrucchieri: "Se non lavoriamo non incassiamo: come paghiamo le tasse?"

"Rispettiamo con la massima attenzione i protocolli di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid. Nei nostri saloni non è stato riscontrato nessun caso di contagio"

"Ingiusta la chiusura delle nostre attività": un gruppo di imprese di acconciatura ed estetica di Bagnacavallo ha messo in atto una rimostranza nei confronti delle misure imposte dal Governo per il contenimento della pandemia da Covid. Tra queste ci sono Dreams Parrucchieri by Glenda, Parrucchiera Kathia di Margotti Kathia, Stefania Parrucchiera, Profili by Roby, Rossella e Debora Acconciature, Alessia Sportelli Parrucchieri, Acconciature Barbara, Hypnose Parrucchieri, New Style Laura, New Look di Irene e Kathia, Estetica Jolie, My Colors LL di Ghirardini Lorena, Hair Studio di Romina, Essenza Estetica e Make Up, Cipria Estetica, Debora Estetista, Luca Rossi “Per la testa“, Trerè di Tamara Trerè , Ciuffo di Alice, Hair Studio di Sportelli Mirella, Estetica Sandra, Ebro e Ornella, Event Color by Lilli Cappelli, Cristian Oltrecolli, Paride Parucchiere, M. HairStylist di Marilena Zingarello.

"Chiediamo chiarimenti sul perché la nostra attività di acconciatura ed estetica, che rientra nei servizi alla persona, deve rimanere chiusa a differenza di altre attività aperte, non essenziali, pur in zona rossa - chiedono gli imprenditori - Anche noi, come altre attività tuttora aperte, vendiamo prodotti igienizzanti per la cura della persona. Rispettiamo con la massima attenzione i protocolli di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid. Nei nostri saloni non è stato riscontrato nessun caso di contagio. Chiediamo perché a Natale siamo potuti rimanere aperti e ora no. Chiediamo di poter essere aperti almeno durante il periodo Pasquale, perché perdere questo periodo di lavoro comporta per la nostra categoria ulteriori disagi economici. Riteniamo la chiusura ingiusta anche perché può alimentare lavoro nero e abusivismo che, oltre a danneggiare le attività regolari, può contribuire alla diffusione della pandemia passando di casa in casa. Chiediamo chiarimenti sui ristori, fermi e in ritardo. Se non lavoriamo, non incassiamo: come paghiamo le tasse?".

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