Economia

La Regione Emilia-Romagna punta sul porto di Ravenna per il rilancio

L’Assemblea Legislativa ha dato via libera al Documento di programmazione economica e finanziaria regionale per il 2022

L’Assemblea Legislativa ha dato via libera al Documento di programmazione economica e finanziaria regionale per il 2022. “Il documento, chiamato in gergo Defr, cita il porto di Ravenna tra le infrastrutture strategiche, su cui la Regione Emilia-Romagna ha voluto e vuole investire, aumentandone l’efficienza e la capacità competitiva mediante il rafforzamento dell’accessibilità ferroviaria, l’eliminazione delle interferenze tra viabilità e le dorsali merci del porto, l’adeguamento e il potenziamento degli scali. E su cui lavoreremo prossimamente per la realizzazione di una zona logistica semplificata che rilanci con ancora più forza lo sviluppo e la nascita di un’economia regionale sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente” spiega Gianni Bessi, consigliere regionale Pd che nel dibattito è intervenuto sul tema dell’economia del mare.

“Anche il Porto di Ravenna – ricorda Bessi – ha risentito della pandemia ma, lavorando per accelerare tutte le progettualità in corso appena citate, al fine di favorire la differenziazione merceologica dalle rinfuse ai container fino a candidarsi come home port croceristico dopo i limiti delle grandi navi a Venezia, può crescere moltissimo e consentirci di aprire a nuovi mercati. I nostri obiettivi sono il rilancio di tutto il tessuto economico emiliano-romagnolo, nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale come sancito dal nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima promosso dall’Emilia-Romagna e sottoscritto da enti locali, università, sindacati e associazioni economiche. In questo si inserisce quindi a pieno titolo quindi il tema della blue economy grazie ai 3,4 miliardi di euro di valore aggiunto prodotti a livello regionale, pari al 7% del totale nazionale. Senza contare che l’import-export marittimo fa da traino all’economia della regione con oltre 26 miliardi di euro di interscambio. Per le 10.400 imprese emiliano-romagnole attive nella logistica e nella portualità, una delle criticità più urgenti da affrontare resta il miglioramento dell’intermodalità, mentre altri obiettivi importanti del sistema Italia riguardano: digitalizzazione, sostenibilità, zone logistiche semplificate e investimenti infrastrutturali, da sostenere con i 3,8 miliardi di euro che il Recovery Plan prevede per il sistema portuale italiano”. Recentemente è stato inoltre approvato il Piano Operativo Triennale 2021-2023 dell’Autorità portuale che delinea gli obiettivi strategici di sviluppo delle attività portuali e logistiche dei prossimi anni. Un programma di attività il cui valore economico complessivo ammonta a quasi 1,5 miliardi di euro, di cui oltre 800 milioni di euro (molti dei quali già finanziati) in carico all’Autorità Portuale.

“Il Porto di Ravenna può crescere, in termini economici e di sicurezza, grazie alle positive azioni portate avanti in sinergia da tutti gli attori sulla scena. – commenta in conclusione Bessi – Il Governo, la Regione con il presidente Bonaccini e l’assessore Corsini, il Comune con il sindaco De Pascale, l’Autorità Portuale con il presidente Rossi, tutte le forze politiche e sindacali stanno lavorando in modo lodevole e corale nell’interesse del porto e del territorio”.

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