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Domenica, 14 Agosto 2022
Economia

"Come cambia il Lavoro tra Jobs Act e Legge di Stabilità": se ne parla in un incontro di Cna

“Discutibili – sottolinea però il presidente Burioli - alcune scelte quali il Tfr in busta paga e la tassazione maggiorata sui fondi pensione, casse di previdenza private e sullo stesso Tfr"

“Come cambia il Lavoro tra Jobs Act e Legge di Stabilità”. Questo il tema del confronto che si terrà lunedì alle 17,30 nella sala “Bedeschi” della Cna provinciale di Ravenna. Il dibattito, introdotto da Daniela Toschi, responsabile Relazioni Industriali di Cna Ravenna,  sarà incentrato una tavola rotonda moderata dal direttore dell’Associazione Massimo Mazzavillani, e vedrà la partecipazione di ospiti eccellenti:  il sen. Giorgio Santini (V Commissione Bilancio del Senato), il professor Michele Tiraboschi (ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Stefano Di Niola (responsabile Dipartimento Politiche Sindacali di Cna nazionale) e Enrico Amadei, segretario di Cna Emilia Romagna. Presiederà l’incontro il presidente provinciale Pierpaolo Burioli.

“La riforma del mercato del lavoro è un provvedimento ambizioso che va attuato con il contributo delle parti sociali, non deve provocare incrementi di costo per le imprese e deve salvaguardare le buone pratiche in materia di sostegno al reddito. Inoltre, deve essere assolutamente coerente con le finalità del Ddl Stabilità, laddove mira a restituire competitività al sistema produttivo italiano riducendo il costo del lavoro”: sono le indicazioni espresse dalla Cna nel confronto con il Governo.

“Il Jobs Act – afferma il direttore Mazzavillani -  deve inoltre essere l’occasione per semplificare gli adempimenti in materia di lavoro, snellire il sistema di vigilanza e ispezione, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni, riordinare il sistema sanzionatorio e assicurare alle imprese certezza del diritto, riducendo gli spazi di discrezionalità in sede giudiziaria. Riteniamo apprezzabile l’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, come misura di sostegno all’assunzione soprattutto dei giovani, i più penalizzati nel mercato del lavoro”.

“Condivisibile – prosegue Mazzavillani - lo sforzo di rendere più efficiente ed equo l’assetto degli ammortizzatori sociali in un’ottica di garanzia universale per tutti i lavoratori e l’impegno sul rilancio delle politiche attive. Necessaria la riduzione del costo del lavoro per le imprese agendo sulla deducibilità della componente lavoro dall’imponibile Irap e prevedendo l’esonero dal versamento dei contributi per i primi 36 mesi di nuove assunzioni a tempo indeterminato. La riduzione dell’ imposta non deve però escludere le microimprese senza dipendenti”.

“Discutibili – sottolinea però il presidente Burioli - alcune scelte quali il Tfr in busta paga e la  tassazione maggiorata sui fondi pensione, casse di previdenza private e sullo stesso Tfr: una forte tempesta rischia di abbattersi sul sistema previdenziale. Ci preoccupa l’impatto sul sistema delle imprese e pensiamo anche agli effetti sulla previdenza soprattutto per le nuove generazioni”.

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