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Le associazioni imprenditoriali chiedono meno IMU

Le Associazioni Imprenditoriali, con modalità e tempi diversi, hanno già avuto modo di esprimersi sul versamento dell’acconto del 18 giugno pari al 50% dell’imposta calcolata sull’aliquota base


Le Associazioni Imprenditoriali, con modalità e tempi diversi, hanno già avuto modo di segnalare come, con il versamento dell’acconto del 18 giugno pari al 50% dell’imposta calcolata sull’aliquota base, le Amministrazioni Comunali avrebbero avuto l’opportunità di verificare sul campo il vero potenziale del gettito dell’imposta. Questo consente oggi, ai Comuni, di avere certezze sul gettito effettivo e, quindi, anche sull’opportunità di andare a modificare le attuali aliquote previste.

Dice una nota: “Considerate l’attuale congiuntura e la grave crisi economica che colpisce tutto il sistema imprenditoriale, ci aspettiamo quindi che ora i Comuni - nel caso il gettito fosse stato superiore alle previsioni - rivedano le aliquote relative agli immobili strumentali allo svolgimento delle attività imprenditoriali. Un impegno, questo, che darebbe un importante segnale a tutto il sistema della piccola e media impresa”.

E ancora: “Pertanto, il Tavolo Provinciale delle Associazioni Imprenditoriali, dopo aver richiesto un incontro a tutti i Sindaci per meglio illustrare le proprie richieste, invita con forza i Comuni della nostra provincia a rendere pubbliche le entrate dell’IMU e - nel caso le somme introitate superino le previsioni stimate - a destinare queste risorse aggiuntive alla riduzione dell’aliquota IMU per gli immobili utilizzati dalle imprese o per aumentare il plafond a favore dei consorzi fidi,  strumenti  fondamentali per la tenuta del tessuto della piccola e media impresa”.

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