Eni-Versalis, presidio degli operai sabato mattina a Ferrara

Affermano Cgil, Cisl e Uil: "Se ciò avvenisse nelle modalità che fin qui sono note, sarebbe posta una ipoteca pesantissima sul futuro di tutto il sito petrolchimico di Ferrara"

I dipendenti degli stabilimenti chimici di Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna si danno appuntamento sabato mattina a Ferrara per una manifestazione contro la ipotesi di svendita ad un fondo finanziario speculativo delle quote di controllo di Versalis, la società dell'Eni che gestisce le attività chimiche.

Affermano Cgil, Cisl e Uil: "Se ciò avvenisse nelle modalità che fin qui sono note, sarebbe posta una ipoteca pesantissima sul futuro di tutto il sito petrolchimico di Ferrara che sarebbe avviato verso un inarrestabile declino: dalle attività di Versalis infatti non dipende solo il futuro dei suoi dipendenti, ma l'approvvigionamento di materie prime, la logistica e l'infrastruttura che regge tutta la attività chimica del quadrilatero padano". La manifestazione si terrà in Piazza Municipale, dalle 10 alle 12.

Da Ravenna parteciperà una delegazione di lavoratori, sindacalisti ed è prevista anche una rappresentanza del Comune. Dopo il consiglio comunale straordinario di Ravenna dedicato alla chimica, al quale i lavoratori hanno assistito in gran numero, affermano i sindacati "è assolutamente necessario ribadire che la cessione del “pezzo forte” della chimica italiana a un minuscolo fondo straniero è inaccettabile".

“Non è vero che il solo annuncio di un importante investimento su Ravenna sia garanzia della sopravvivenza del sito - sostiene Massimo Marani, segretario della Filctem di Ravenna -. Se a garantirlo non c'è una società che fa capo al Governo, come Eni, o il braccio finanziario stesso del Governo, come la Cassa Depositi e Prestiti, a chi ci rivolgeremo quando, magari anche a lavori iniziati, gli investitori scompariranno o non reggeranno il peso di un business molto più grande di loro?”

Dopo tre scioperi nazionali nel giro di pochi mesi e la grande manifestazione a Roma del 19 febbraio scorso, non si ferma la lotta dei sindacati per contrastare la cessione di Versalis, il “braccio chimico” di Eni, al fondo di investimenti americano SK Capital, una delle “operazioni industriali - dicono le tre sigle - più oscure e incomprensibili degli ultimi anni”.

"Il silenzio del Governo e di Eni si è fatto via via sempre più imbarazzante", chiosano i sindacati, che premono "per avere garanzie sul futuro dell'occupazione e delle professionalità espresse dai lavoratori". “Non escludiamo affatto - ricordano Miceli, Colombini e Pirani - una nuova grande manifestazione a Roma con urgente richiesta di incontro direttamente alla presidenza del Consiglio dei ministri”.

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