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Marcegaglia, i lavoratori approvano il contratto integrativo. Fiom: "Salari troppo bassi"

La votazione c’è stata martedì e ha visto anche la spaccatura tra i sindacati: da una parte Fiom e Usb, dall’altra Cisl e Uilm e che ha visto prevalere le ragioni di questi ultimi

I lavoratori di Marcegaglia Ravenna hanno detto sì al nuovo contratto integrativo proposto dall’azienda. La votazione c’è stata martedì e ha visto anche la spaccatura tra i sindacati: da una parte Fiom e Usb, dall’altra Cisl e Uilm e che ha visto prevalere le ragioni di questi ultimi.

"Vogliamo ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori che, con il loro voto contrario, hanno voluto sostenere la nostra posizione - commentano da Fiom in una nota diffusa agli organi di stampa - E’ evidente che, oltre al tema delle condizioni di lavoro, anche le condizioni economiche hanno avuto un ruolo fondamentale nell’esito del voto. I livelli dei salari dei metalmeccanici sono assolutamente troppo bassi e, quindi, la maggior parte dei lavoratori ha scelto l’aumento del premio seppur vincolato a infortunio e malattia, proposta dell’azienda che mercifica i diritti dei lavoratori. Il ruolo del sindacato dovrebbe essere quello di tracciare un percorso di crescita ed emancipazione dei lavoratori, slegandolo da ogni tipo di ricatto che le imprese oggi giocano nei loro confronti. Il ruolo del sindacato dovrebbe essere quello di contrattare il modo con cui legare i premi ai risultati economici dell’impresa e alle prestazioni dei lavoratori salvaguardando, però, la loro sicurezza e la loro salute e non, invece, aumentare il premio legandolo tutto alla malattia. I lavoratori di Marcegaglia, e gli operai in particolare, devono sapere che la Fiom ha provato fino all’ultimo a trovare una soluzione condivisa e accettabile da tutti gli attori del confronto. La Fiom si è spinta anche a chiedere un avviso comune tra sindacati e impresa, con un impegno a cancellare definitivamente il premio legato all’infortunio nella prossima contrattazione. L’azienda si è rifiutata, rivelando il proprio volto ricattatorio e ideologico. La Fiom aveva già dichiarato, e oggi riafferma, che salute e sicurezza dei lavoratori sono diritti indisponibili sui quali non è possibile transigere. Questa la ragione per la quale la Fiom non ha firmato l’ipotesi di accordo e non firmerà l’accordo definitivo".

A livello nazionale Fim, Fiom e Uilm sono unite "nel mobilitarsi sul tema della sicurezza del lavoro e per affermare in maniera forte che le risorse utilizzate su salute e sicurezza sono un investimento per il futuro e non invece, come molte imprese non dicono ma pensano, un costo. Evidentemente - si legge sempre nella nota - a Ravenna Fim e Uilm rispondono ad altre logiche. Le lavoratrici e i lavoratori di Marcegaglia devono sapere che la Fiom, con questa scelta, ha voluto aprire un varco nelle relazioni tra i sindacati e Marcegaglia. Un varco da cui passare per puntare a conquiste di diritti e democrazia. La Fiom terrà aperto questo varco dal quale però, dovremo passare insieme ai lavoratori, perché per cambiare le cose la Fiom c’è e ci sarà anche domani: potremo e vorremo farlo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di Marcegaglia Il Direttivo Fiom Ravenna approva all’unanimità".

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