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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia

Metalmeccanici, la Carta rivendicativa entra nelle fabbriche

La Carta rivendicativa dei metalmeccanici - approvata dall’assemblea nazionale della Fiom che si è tenuta a Cervia - entra nelle fabbriche della provincia

La Carta rivendicativa dei metalmeccanici - approvata dall’assemblea nazionale della Fiom che si è tenuta a Cervia - entra nelle fabbriche della provincia. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil sta svolgendo in questi giorni nelle aziende del territorio una massiccia campagna di assemblee attraverso le quali si chiederà ai lavoratori un voto certificato a sostegno della Carta rivendicativa. Attraverso questa campagna, la Fiom vuole aprire vertenze aziendali e territoriali al fine di rendere inapplicabile l’intesa, del dicembre scorso, tra Federmeccanica e Fim Uilm, Fismic e Ugl.

“Chiederemo ai lavoratori un mandato preciso – sottolinea il segretario provinciale della Fiom Cgil, Milco Cassani – finalizzato alla riconquista del contratto nazionale in modo da recuperare i diritti che sono stati sottratti ai lavoratori. Certificheremo il voto dei lavoratori e porremo ancora una volta il tema della democrazia nei luoghi di lavoro”. Cassani attacca la firma dell’accordo tra Federmeccanica e le altre sigle: “Siamo di fronte a un accordo che non tutela il salario e riduce i diritti".

"L’accordo apre la strada a possibili demansionamenti, mette in discussione il riconoscimento economico delle prime tre giornate di malattia e lascia mano libera all'azienda nella gestione dell'orario di lavoro depotenziando il ruolo delle Rsu - aggiunge il segretario provinciale della Fiom Cgil -. Inoltre si sta continuando a insistere su una linea che non protegge i salari dalla perdita del potere d’acquisto. Nel 2012 abbiamo registrato un aumento medio dei salari dell’1,5%, a fronte di un’inflazione di oltre il 3%. Non possiamo continuare a stupirci della perdita di potere d’acquisto visto che, negli ultimi anni, le altre sigle sindacali hanno sottoscritto accordi, ad esempio quello separato del 2009, che non prevedono il mantenimento del potere di acquisto dei salari. L’impoverimento dei lavoratori non è il frutto di un incidente ma il risultato di un percorso che ha portato alla riduzione dei salari e al progressivo smantellamento del contratto nazionale fino a rendere possibili minimi contrattuali  diversi da azienda a azienda”.

Cassani dice di aspettarsi una risposta forte dai lavoratori: “Con questa consultazione i lavoratori possono dimostrare che se avessero potuto votare in merito all’accordo raggiunto a dicembre, lo avrebbero bocciato. Ancora una volta Federmeccanica ha portato avanti una trattativa escludendo il sindacato più rappresentativo. Una vicenda che mette al centro della discussione la democrazia nei luoghi di lavoro e l'esigenza di una norma che regoli la rappresentanza delle organizzazioni sindacali. I lavoratori hanno il diritto di potersi esprimere sulle cose che li riguardano”.

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