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Mondiali di ciclismo, l'accogliente abbraccio della Romagna agricola al "circus a due ruote"

Il benvenuto dei coltivatori e di un paesaggio collinare unico ha già stregato ciclisti, team, addetti ai lavori e tifosi

Sono eroici, proprio come chi in sella, alzandosi sui pedali, sfida la fatica di salite impervie e getta il cuore oltre il crinale per sfrecciare in discesa inseguendo il sogno iridato. Sono gli agricoltori di collina: frutticoltori, allevatori, vignaioli. Ma prima di tutto custodi di un paesaggio tanto meraviglioso quanto ‘complesso’ poiché la sua conformazione moltiplica inevitabilmente le difficoltà del fare impresa. Ciò nonostante, queste famiglie, questi uomini e donne, da generazioni si prendono cura dell’ambiente e della biodiversità unica che il nostro territorio può vantare, quel territorio che domani e domenica sarà la cornice dei Mondiali di Ciclismo 2020.

Da giorni, durante l’allestimento del tracciato che si snoda tra i meravigliosi calanchi di Riolo Terme, imprese agricole e agriturismi hanno accolto organizzatori, team, atleti e tifosi nel grande (ma distanziato!) abbraccio ospitale della Romagna contadina facendo conoscere al ‘circus a due ruote’ il bello e il buono della campagna e di un’agricoltura che è la più green d’Europa perché leader in sostenibilità, qualità e sicurezza alimentare.

"La nostra agricoltura e il nostro sistema agroalimentare – afferma Nicola Dalmonte, presidente di Coldiretti Ravenna, è la più invidiata e copiata del mondo poiché è leader globale nelle produzioni di qualità con 5.155 prodotti tradizionali e con il 20% in più di prodotti a denominazione di origine (Dop, Igp e Stg) rispetto, ad esempio, alla Francia e il 147% in più di quelli registrati dalla Spagna. I primati del made in Italy a tavola, ammirati in questi giorni dai tanti appassionati di ciclismo e dagli addetti ai lavori che hanno occupato piazzole, ma anche riempito alberghi, agriturismi e ristoranti, sono un riconoscimento del ruolo del settore agricolo per la crescita sostenibile del nostro territorio e dell’intero Paese".

"È indispensabile, dunque, lavorare tutti uniti, come hanno fatto Regione Emilia-Romagna e Federazione Italiana Ciclismo per portare la manifestazione iridata sul territorio, per difendere e promuovere il nostro patrimonio agricolo e il valore sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne, anche perché - conclude Dalmonte - con la chiusura di un’azienda agricola, insieme alla perdita di posti di lavoro e di reddito viene anche a mancare il ruolo insostituibile di presidio del territorio".

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