Nacque dal sogno di 27 operai per fronteggiare la crisi: l'Acmar compie 70 anni

Oggi i 400 soci (tra cooperatori e sovventori) e i 140 dipendenti condividono la soddisfazione per questo traguardo

L’Acmar - Associazione Cooperativa Muratori & Affini Ravenna - il 5 gennaio festeggia i 70 anni di attività. Fu fondata il 5 gennaio 1951 su iniziativa di ventisette operai edili di fede repubblicana usciti dalla Cmc, per fronteggiare gli effetti della grave crisi economica e sociale del territorio ravennate. Fu il primo passo della rifondazione di un movimento cooperativo che contribuì a far sorgere nel 1952 l’Agci, Associazione Generale delle Cooperative italiane.

“Chissà fin dove si spingevano l’immaginazione e le speranze di quei 27 operai, mentre il notaio Eugenio Bettucci leggeva loro l’atto costitutivo - commenta il presidente Sebastiano Cusumano - Chissà se nel gennaio del 1951 le preoccupazioni per il presente e per l’immediato futuro gli permettevano di spaziare con la fantasia fino ai giorni in cui la loro creatura avrebbe compiuto 70 anni; sicuramente non avrebbero potuto prevedere la coincidenza con un periodo tanto drammatico per l’umanità intera”. Oggi i 400 soci (tra cooperatori e sovventori) e i 140 dipendenti, augurandosi che presto sia di nuovo possibile ritrovarsi tutti insieme per celebrare l’anniversario, condividono la soddisfazione per questo traguardo, raggiunto attraversando anche periodi difficili senza mai perdere l’attaccamento alla cooperativa e il forte senso di appartenenza.

“Acmar – aggiunge il direttore generale Ruggero Rosetti - può oggi guardare con orgoglio al proprio passato e con ottimismo al proprio futuro traguardando così la fase del concordato in continuità, forte di un portafoglio lavori di 120 milioni da sviluppare nel prossimo triennio, con un forte radicamento sul territorio locale (in particolare in ambito industriale e portuale con clienti quali Sapir, Pir, Eni Versalis, Autorità Portuale,) e commesse importanti in Campania (ampliamento del porto di Salerno e opere per l’impianto di depurazione a Torre del Greco), Umbria e Sicilia (manutenzioni straordinarie per Anas), Abruzzo e Marche (opere infrastrutturali e di ricostruzione nelle aree terremotate)”. 

In occasione del 70esimo compleanno, il presidente di Tcr Giannantonio Mingozzi ha inviato al presidente Cusumano e al direttore Rosetti gli auguri per un futuro di ripresa, prospero e pieno di nuovi traguardi: "Ai dirigenti, ai soci e ai lavoratori della cooperativa l'augurio che questo prezioso anniversario costituisca l'incentivo a rilanciare in pieno l'attività dell'Acmar sulla scorta di un passato pieno di iniziative e successi e di un presente che oggi, nonostante le difficoltà, promette bene. L'Acmar rappresenta un pezzo della storia di Ravenna, non solo nell'edilizia ma anche nella ricostruzione industriale, nel porto e nelle infrastrutture, che ha garantito il lavoro a migliaia di addetti e ai tanti soci che spesso si sono sacrificati per mantenere gli scopi di una impresa cooperativa tra le più importanti d'Italia. Nella storia dell'Acmar vi sono personalità e figure che hanno dedicato tutta la vita alla cooperazione e a Ravenna; basti ricordare per tutti Cesare Mambelli, impegnato in Acmar, nel Ciro Menotti e poi in Ridracoli e in Sapir quale rappresentante della pubblica amministrazione. Figure che hanno caratterizzato un'epoca, sostenuto lo sviluppo di tante imprese del porto e con l'Acmar garantito efficienza e qualità degli interventi, aiutando oggi l'economia ravennate a essere competitiva e orgogliosa di quel passato".

La storia di Acmar

Dopo la fondazione, nel giro di qualche anno l’Acmar varcava i confini della provincia e della regione sull’esempio delle più importanti imprese concorrenti, acquisendo significative commesse soprattutto in Toscana, Piemonte, Marche e Liguria. I consolidati rapporti con la clientela pubblica e privata e le buone relazioni col sistema bancario e industriale le consentirono di passare indenne fra le varie crisi cicliche di natura congiunturale e strutturale che in più occasioni hanno travagliato il settore delle costruzioni.

Con l’iscrizione all’Albo Nazionale Costruttori (Anc) avvenuta nel 1965, la cooperativa entra a far parte dell’albo di fiducia di molti enti locali e nazionali, ministeri, grandi aziende a partecipazione statale, realizzando via via opere sempre più significative, come confermano gli aumenti degli importi delle iscrizioni in venti categorie diverse. In quegli anni la cooperativa arriva ad annoverare oltre trecento maestranze, in maggioranza soci, con diverse specializzazioni estese anche ai lavori di movimento terra, acquedottistica e di costruzione stradale. Nel 1975, assieme ad altre importanti imprese cooperative, l’Acmar contribuisce al rilancio del Consorzio Ciro Menotti, un ente abilitato a concorrere ai pubblici appalti che acquisirà valenza nazionale, destinandovi uomini e mezzi. La crescita costante porterà in seguito all’acquisizione di altre società e, negli anni duemila, all’espansione nei mercati esteri.

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