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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Nasce la nuova Camera di Commercio di Ravenna-Ferrara, Guberti: "Una nuova identità"

Si insedierà mercoledì 5 aprile il Consiglio della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, espressione di una nuova identità comune

Al via la nuova Camera di Commercio di Ravenna-Ferrara. A seguito della nomina avvenuta il 16 marzo scorso con il decreto del presidente della Giunta regionale Stefano Bonaccini, si insedierà mercoledì 5 aprile, alla presenza di Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali della Regione Emilia-Romagna, il Consiglio della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, espressione di una nuova identità comune.

“Una nuova identità – ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario dell’Ente di viale Farini - per la quale le Organizzazioni imprenditoriali, sindacali, dei consumatori e gli Ordini professionali hanno lavorato con grandissimo impegno in questi mesi e che rappresenta il passaggio ad un’età più matura delle Camere di commercio di origine, un vero e proprio cambiamento di pelle in grado di esaltarne la funzione di partenariato attivo rispetto alle altre istituzioni, valorizzarne la rappresentatività di un sistema economico territoriale più ampio ed ambizioso, renderne più forte la legittimazione nel solco del principio di sussidiarietà”.

Si chiude così il sofferto percorso intrapreso dopo l’approvazione del decreto legislativo 219 del 2016, che ha sancito la riforma del sistema camerale nazionale portando a 60 il numero massimo degli Enti camerali esistenti. Giorgio Guberti è stato il presidente prima, e il commissario straordinario poi, a dover traghettare l’Ente camerale ravennate attraverso il processo di accorpamento con quello ferrarese per dare vita alla nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, con l’ausilio, alla segreteria generale, di Maria Cristina Venturelli prima e poi di Mauro Giannattasio, segretario e commissario ad acta.

“E’ con particolare emozione che ci apprestiamo a chiudere un percorso, quello della storia della Camera di commercio di Ravenna, iniziato il 31 agosto 1862. Testimoniare oltre 160 anni di attività istituzionale, per un Ente come la Camera di commercio, ha un significato particolare, soprattutto alla luce del periodo che stiamo vivendo di crisi internazionale, con forti preoccupazioni per il futuro. La Camera di commercio è stata al fianco dell’economia del territorio e del suo tessuto sociale, ha contribuito a superare altre crisi, a creare sviluppo, a sostenere l’innovazione - commenta Guberti - La Camera di commercio ha promosso e sostenuto lo sviluppo del porto, gli investimenti di Eni nel settore energetico, dalla produzione nazionale di gas all'economica circolare, la crescita del comparto chimico. Nacque con questo spirito, nel 1993, OMC che oggi – come Omc Med Energy celebra i 30 anni di attività, con il supporto del compianto presidente del Roca Franco Nanni, recentemente scomparso. Sono seguiti la riqualificazione della darsena di città, la costituzione e il consolidamento del  Terminal crociere. Ma anche il potenziamento della digitalizzazione e dell’efficienza interna, la valorizzazione della responsabilità sociale, il forte impulso allo strumento della mediazione".

Il ruolo della Camera di commercio "si è modificato nei decenni, contribuendo alla nascita e allo sviluppo del porto e poi della Sapir, società terminalistica e di gestione di asset per lo sviluppo portuale, fino alla costituzione del nuovo Terminal crociere e alla collaborazione con le Istituzioni locali, in particolare l’Autorità di sistema portuale del Mare adriatico centro-settentrionale, che ringrazio, con la quale, anche attraverso la commissione Porto Trasporti e Logistica della Camera di commercio, si è perseguito l’obiettivo dell’approfondimento dei fondali, grande opera fondamentale per lo sviluppo delle attività portuali, e il sostegno a tutta la nuova progettualità che, nella cornice del Patto per il Lavoro e per il Clima, vuole delineare questo territorio come hub portuale ed energetico nazionale - continua Guberti - Una filosofia che non ha trascurato altri mondi primari come l’agricoltura o l’artigianato, la richiesta di infrastrutture adeguate. Fino all’impegno per la crescita dell’università a Ravenna. Voglio porgere un sentito ringraziamento a tutti colori che con la loro competenza e il loro sostegno hanno reso possibile tutto ciò che in questi anni è stato fatto: il personale della Camera di commercio, che alla terribile esperienza della pandemia ha saputo reagire con generosità, energie e competenze, generando valore pubblico e fornendo nuove risposte e nuove soluzioni ai bisogni della comunità ravennate; l’attuale segretario generale Mauro Giannattasio che con la sua esperienza, competenza e professionalità mi ha affiancato in questi ultimi anni e ha egregiamente svolto il ruolo di commissario ad acta nella gestione del delicato e complesso processo di accorpamento; la Giunta e il Consiglio, che ho avuto l’onore di presiedere, per lo spirito di unità e collaborazione, e il Collegio dei Revisori per la puntualità e competenza che ne ha sempre contraddistinto l’operato; a tutti i rappresentanti delle Associazioni di categoria, degli Ordini professionali, dei Sindacati e delle Istituzioni locali, Prefettura, Provincia di Ravenna e tutti i sindaci, le Forze dell’Ordine, che mai hanno fatto mancare il loro sostegno nel perseguire quegli obiettivi di progresso, legalità, crescita e innovazione che abbiamo condiviso con convinzione. Un ringraziamento particolare va al presidente ABI, Antonio Patuelli, che con la sua profonda conoscenza delle sfide e delle problematiche che interessano il sistema economico e finanziario, ha sempre garantito, in particolare in questi anni così complessi, il suo prezioso sostegno al mondo delle imprese che la Camera di commercio rappresenta”.

La storia della Camera di Commercio di Ravenna

La Camera di commercio di Ravenna nasce il 31 agosto 1862 e da allora è sempre stata al fianco delle imprese, per promuovere l’economia del territorio e il suo tessuto sociale, d’intesa con le istituzioni e il sistema della rappresentanza delle categorie economiche, delle professioni e del lavoro. Ha contribuito a superare crisi, a creare sviluppo, a sostenere l’innovazione, cominciando dal primo presidente Emilio Ghezzo, esponente della classe agraria e presidente di banca, al primo segretario dell’ente Fortunato Buzzi, poi sindaco di Ravenna. La presidenza di Luciano Cavalcoli dal 1951 al 1974 è stata tra le più significative per lo sviluppo del settore petrolchimico e del porto. Luciano Cavalcoli concepì il progetto di volgere la scoperta del metano, avvenuta negli anni ‘50, a vantaggio diretto della comunità ravennate attraverso l’impianto della grande industria di Stato impegnandosi con l’ENI di Enrico Mattei, il tutto nel quadro di un disegno organico che affiancava all’impianto dell’industria chimica il rilancio in grande stile del porto di Ravenna. Seguirono la presidenza di Walter Masotti, con Dario Sacchetti nel ruolo di segretario, grande studioso e assertore della necessità di far crescere le piccole e medie imprese, e quella di Pietro Baccarini con Quintilio Serpolla ai vertici amministrativi, nel corso della quale fu fondata nel 1993, con il supporto del compianto presidente del Roca Franco Nanni, recentemente scomparso, l’Offshore Mediterranean Conference, di cui quest’anno si celebrerà il trentennale, divenuta negli anni punto di riferimento prima del settore offshore e sempre più ora al centro del confronto sulla transizione energetica, tanto da partecipare quest’anno ai lavori di Cop27. Poi la nascita dell’Azienda speciale Sidi-Eurosportello e l’impulso all’internazionalizzazione.

La presidenza di Gianfranco Bessi, dal 2003, poi quella di Natalino Gigante dal 2013 hanno puntato, con l’ausilio di Paola Morigi nel ruolo di segretario generale, alla riqualificazione della darsena di città, alla costituzione e al consolidamento del Terminal crociere. Ma anche il potenziamento della digitalizzazione e dell’efficienza interna, la valorizzazione della responsabilità sociale, il forte impulso allo strumento della mediazione. Giorgio Guberti è stato dal 2019 il presidente, e il commissario straordinario poi, a dover traghettare l’Ente camerale ravennate attraverso il processo di accorpamento con quello ferrarese per dare vita alla nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, con l’ausilio, alla segreteria generale, prima di Maria Cristina Venturelli e poi di Mauro Giannattasio, segretario e commissario ad acta per la gestione delle procedure di fusione. Gli anni di Giorgio Guberti sono stati quelli non facili della riforma che ha ridisegnato funzioni e bilanci del sistema camerale nazionale, anni in cui l’ente ravennate ha affrontato la pandemia a fianco delle imprese locali e della comunità, in totale coesione e in stretto coordinamento con le Associazioni di categoria e la Prefettura. E’ del 2020, in piena pandemia, l’intervento straordinario da un milione di euro, che sommato agli altri impegni economici ha visto un totale di oltre 3 milioni stanziati a supporto della ripartenza del sistema imprenditoriale, a cui si sono aggiunti ed i ristori messi a disposizione dalla Regione, con il prezioso coordinamento di Unioncamere Emilia-Romagna, sempre presente al fianco delle Camere di commercio della regione, erogati dall’ente ravennate in tempi record. E’ sempre nel corso della presidenza Guberti che l’ente, dopo aver aderito a progetti di miglioramento infrastrutturale, cofinanziando la realizzazione dello spazio polivalente denominato Città delle Arti, dei Mestieri e dello Sport a Ravenna e la riqualificazione dell’area Palazzo del Podestà a Faenza, ha aderito al progetto della Residenza universitaria di Ravenna, potenziando il Polo universitario e promuovendo l’avvicinamento del mondo imprenditoriale a quello della ricerca e dell’istruzione. Il ruolo della Camera di commercio si è modificato nei decenni, contribuendo alla nascita e allo sviluppo del porto e poi della Sapir, società terminalistica e di gestione di asset per lo sviluppo portuale, fino alla costituzione del nuovo Terminal crociere e alla collaborazione con le Istituzioni locali, in particolare l’Autorità di sistema portuale del Mare adriatico centro-settentrionale, con la quale, anche attraverso la commissione Porto Trasporti e Logistica della Camera di commercio presieduta prima da Norberto Bezzi e poi da Marco Migliorelli, si è perseguito l’obiettivo dell’approfondimento dei fondali, grande opera fondamentale per lo sviluppo delle attività portuali, e il sostegno a tutta la nuova progettualità che, nella cornice del Patto per il Lavoro e per il Clima, vuole delineare questo territorio come hub portuale ed energetico nazionale.

Grazie alla preziosa collaborazione trentennale con la Fondazione Flaminia e a quella con l’Ufficio scolastico territoriale, la Camera ha promosso le tante attività dedicate all’orientamento al lavoro e alle professioni rivolte agli studenti delle scuole superiori e le azioni attuate per avvicinare il mondo della scuola a quello del lavoro e dell’impresa. E poi l’impegno attraverso l’Agenzia Promos Italia s.c.r.l., società partecipata del sistema camerale nella quale è stata conferita l’azienda speciale Sidi-Eurosportello, per favorire l’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale locale attraverso servizi di informazione, formazione, primo orientamento a supporto delle attività di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Grazie al Comitato per l’Imprenditoria femminile la Camera di commercio, guidato prima da Fiorella Guerrini e poi da Marisa Savorelli, Graziella Benini, Chiara Roncuzzi e in ultimo da Antonella Bandoli, ha sviluppato iniziative e tradotto in progetti ed azioni le aspettative e le necessità delle donne imprenditrici del territorio ravennate, operando in stretta sinergia con la rete nazionale dei Comitati istituiti presso le Camere di commercio, promuovendo la presenza delle donne nei luoghi decisionali e perseguendo una più giusta distribuzione dei carichi e delle responsabilità a casa e sul lavoro, nella consapevolezza che l’impegno sociale ma anche economico delle donne è un valore aggiunto per la comunità. Un ruolo, quello della Camera, che non è mai venuto meno, anche nei momenti più bui, quando, ad esempio nel 2015 un intervento del Governo ha ridotto progressivamente le entrate delle Camere di commercio dovute al diritto annuale fino a dimezzarle, anche grazie al supporto di Unioncamere Emilia-Romagna e di Unioncamere nazionale e di tutto il sistema camerale e delle sue delle partecipate. Basti ricordare i 16 milioni di euro stanziati in questi ultimi cinque anni per interventi economici, a favore delle imprese e del territorio in cui esse operano e danno lavoro. Ora, a poche settimane dalla fusione, un ulteriore intervento straordinario, un bando di 400 mila euro per aiutare le imprese ravennati a sostenere il caro energia e ad intraprendere un percorso di efficientamento energetico oramai ineludibile nell’era della transizione energetica e dell’economia circolare. A partire dal 5 aprile 2023, l’ente acquisirà un’identità nuova, più forte, perché nasce sulle fondamenta delle due Camere di origine e ne mantiene le radici, le buone prassi. Ma, allo stesso tempo, abbraccia il cambiamento per raggiungere, nei prossimi cinque anni, nuovi traguardi, sempre a fianco delle imprese.

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