Natale, le aspettative dei ristoratori: per il Capodanno si va verso il tutto esaurito

"Il Centro Studi della Confesercenti - spiega Danilo Marchiani, presidente della Fiepet Confesercenti Ravenna - ha presentato un questionario a 60 operatori della provincia"

In controtendenza con le criticità del comparto non alimentare, sono discrete le attese per le festività 2019 nei pubblici esercizi del ravennate. "Il Centro Studi della Confesercenti - spiega Danilo Marchiani, presidente della Fiepet Confesercenti Ravenna - ha presentato un questionario a 60 operatori della provincia ed alla domanda su come si stanno preparando alle festività, il 55% ha risposto “bene”; il 42% “si potrebbe fare meglio” e solo il 3% ha risposto “male”. Rispetto allo scorso anno, il 13% degli intervistati ritiene che i consumi nei bar e ristoranti aumenteranno; per il 62% rimarranno invariati e per il 25% diminuiranno". 

"Nello specifico delle ricorrenze più significative - prosegue Danilo Marchiani - per il pranzo di Natale le prenotazioni sono già a ottimo punto e si prevede di poter raggiungere il tutto esaurito e anche per il cenone di Capodanno l'affluenza si prospetta fin da ora buona. Il piatto più gettonato saranno i cappelletti in brodo e più in generale le pietanze tradizionali. Per le bevande, il cenone e i pranzi natalizi saranno prevalentemente accompagnati da vini. Poca richiesta, invece, per pranzi e cene vegetariane, per lo champagne e per bevande superalcooliche".

"Complessivamente - interviene la responsabile Fiepet-Confesercenti Ravenna, Chiara Venturi - la percezione è positiva. Nella gestione quotidiana delle attività viene segnalato l’aumento degli avventori ma con diminuzione della spesa media. Tale aspetto, in parte può essere correlato ad una diminuzione dei consumi ed in parte alle abitudini alimentari dei clienti, sempre meno orientati a pranzi con diverse portate". 

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"Come già fatto in altre occasioni - conclude Venturi - i titolari di bar e ristoranti evidenziano la preoccupazione per tutto quanto ruota attorno all’economia border line o addirittura sommersa: agriturismi, circoli e home restaurant come alternativa “di comodo” alle regole e tributi che gravano sui pubblici esercizi. Si tratta di situazioni diventate numerose e soprattutto in diretta concorrenza con imprese dello stesso tipo, con un carico fiscale ben più elevato. Serve porre maggiore attenzione rispetto a quanto fatto fino ad ora". 

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