Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Nell'anno del Covid numeri positivi per il Consorzio: "Ma è stato un 2020 doloroso per i nostri anziani ospiti"

Numeri positivi ma che raccontano la drammaticità e la complessità di un anno come il 2020. Sono quelli che il Consorzio Solco Ravenna ha portato all’attenzione delle proprie associate

Numeri positivi ma che raccontano la drammaticità e la complessità di un anno come il 2020. Sono quelli che il Consorzio Solco Ravenna ha portato all’attenzione delle proprie associate durante l’assemblea annuale che si è svolta negli scorsi giorni. Il fatturato del Consorzio ravennate è aumentato di 1 milione rispetto al 2019 raggiungendo la cifra di 38 milioni e 400mila euro. Il numero delle cooperative associate è rimasto stabile a 16 così come quello dei dipendenti degli uffici di via Oriani, pari a 25 unità.

"Fino alla fine non sapevamo in che modo avremmo chiuso il 2020 - sottolinea il direttore generale Giacomo Vici -. La pandemia aveva messo tutto in discussione, si lavorava per far fronte ai nuovi bisogni, per mettere in sicurezza ospiti e personale delle nostre strutture, per riprogettare. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, segno che la rete che abbiamo creato con questo Consorzio è solida e ci permette di dare risposte alla comunità anche durante un’emergenza".

Il 2020 è stato teatro di tante azioni portate avanti da Solco per rispondere a un’emergenza sanitaria e sociale unica nel suo genere. Tutte le iniziative sono state pensate e costruite seguendo tre concetti chiave: sicurezza, riprogettazione e sguardo in avanti. "Sono tante le azioni e i progetti che il nostro Consorzio ha portato avanti - aggiunge il presidente Antonio Buzzi -. Tra questi, ricordiamo senz’altro l’apertura del Nucleo Covid al Galla Placidia lo scorso novembre, per aiutare il servizio sanitario pubblico nella gestione della pandemia e che ha permesso all’Asl di liberare posti letto preziosi nei reparti ospedalieri. Il Nucleo è stato chiuso a maggio di quest’anno dopo mesi di piena operatività ed efficienza. Prima del Nucleo Covid ci sono stati i Nuclei osservazionali, che servivano per limitare i contagi all’interno delle Case Residenza e sono stati un primo esempio di forte collaborazione con il sistema sanitario. Il Covid ha reso necessaria, inoltre, la riprogettazione di molti servizi: da quelli dedicati alle persone anziane o con disabilità a quelli legati al mondo della scuola o dell’inserimento lavorativo. Con le nostre cooperative abbiamo lavorato a pieno regime per non lasciare indietro nessuno".

Il Consorzio di cooperative sociali ha però saputo guardare anche oltre il Covid, provando a investire su progetti futuri: "Abbiamo preso in gestione il complesso ex Kirecò - aggiunge il presidente -, che nell’autunno di quest’anno tornerà a proporre servizi e iniziative per la comunità; ci siamo aggiudicati il bando carceri che ci vedrà impegnati in diversi progetti di inserimento lavorativo e sociale dedicati a persone in difficoltà; siamo andati avanti con il progetto Rosa dei Venti, che nel gennaio del 2022 aprirà le porte per rispondere al forte bisogno di strutture residenziali per la popolazione anziana di Ravenna".

Al di là dei numeri e dei progetti c’è però un aspetto che marchierà per sempre il ricordo del 2020: "Non possiamo dimenticare chi, purtroppo, non ce l’ha fatta - conclude Buzzi -, in primis i nostri anziani ospiti, né il dolore e la solitudine che questa pandemia ha portato nelle nostre strutture, nelle nostre case e nelle nostre vite. Ma ricorderemo anche qualcos’altro: il senso di gratitudine verso tutte quelle persone che hanno dato il massimo, che non si sono risparmiate per portare servizi e sorrisi a chi ne aveva bisogno".

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