"Il nuovo codice degli appalti" al centro di un convegno di Cna

Le conclusioni sono state affidate al direttore della Cna, Massimo Mazzavillani. Ha presieduto i lavori il presidente di Cna, Pierpaolo Burioli.

La sede della Cna provinciale di Ravenna ha ospitato venerdì pomeriggio il convegno “Il nuovo Codice degli Appalti”. Dopo il saluto del sindaco, Fabrizio Matteucci e la relazione introduttiva del responsabile Dipartimento Politiche Industriali della Cna nazionale, Mario Pagani è seguito l’intervento del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini. Le conclusioni sono state affidate al direttore della Cna, Massimo Mazzavillani. Ha presieduto i lavori il presidente di Cna, Pierpaolo Burioli.

Mazzavillani ha evidenziato come “la riforma del Codice degli Appalti presenta diversi aspetti positivi ma non dissolve alcune preoccupazioni già espresse in passato”. “Continua, infatti, a preoccuparci molto – ha detto – che larga parte della riforma sia demandata a successivi interventi, decreti e linee guida da parte dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione senza, al momento, siano coinvolte le associazioni delle piccole imprese”. “La Cna – ha sottolineato - vigilerà sull’iter del provvedimento. Questa riforma è attesa da troppo tempo ed è indispensabile non solo al sistema delle piccole imprese ma alla coesione sociale del nostro territorio. Non permetteremo che possa essere stravolta strada facendo”.

A conclusione del convegno, Nencini ha affermato che la Cna, fin dall’inizio, ha dato un contributo fondamentale alla stesura del nuovo Codice. “Uno degli obiettivi principali del nuovo iter legislativo – ha poi evidenziato – è quello di far sì che alla trasparenza e alla legalità segua l’effettiva realizzazione delle opere. Abbiamo troppi esempi del passato che non vanno in questa direzione”. “In un contesto globale profondamente cambiato rispetto al passato – ha aggiunto - diventa indispensabile non solo l’aggregazione delle imprese ma anche quella delle stazioni appaltanti. Oggi nessun comunicatore userebbe più l’espressione ‘piccolo è bello’”, riconoscendo comunque “l’”anomalia positiva” ravennate con una forte presenza di Consorzi artigiani”. “Un altro aspetto fondamentale del nuovo Codice – ha concluso il Viceministro - è un sistema di premialità che, a parità di progetto e di costo, premia l’impresa che utilizza prodotti interamente “made in Italy”.

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