Offshore, Confindustria: "Sul metano andare per gradi, l'hub portuale parta al più presto"

Il settore offshore e il destino dei tantissimi lavoratori che sono impegnati nel comparto oil&gas ravennate continua a preoccupare

Il settore offshore e il destino dei tantissimi lavoratori che sono impegnati nel comparto oil&gas ravennate continua a preoccupare. Tra chi ha espresso grossi timori in merito c'è anche Tomaso Tarozzi, vicepresidente di Confindustria Romagna, intervenuto sul tema durante la presentazione dell'indagine congiunturale realizzata dal centro studi di Confindustria Romagna.

"Quello dell'oil&gas è sicuramente tra i settori che vanno peggio - spiega Tarozzi - Siamo molto preoccupati degli ulteriori step che verranno fatti, dopo che Eni ha cancellato non una, ma ben due trance di investimenti. Non nascondiamo che non sarà una sfida facile: sono filiere estremamente complesse, sia per il processo decisionale, sia per gli stakeholder coinvolti, ma siamo convinti che con una disponibilità al confronto e allo sviluppo di orizzonti di pensiero proiettati verso il futuro che portino al confronto delle idee sia possibile trovare spazi di convergenza. Ci rendiamo conto che non tutti gli stakeholder hanno lo stesso approccio pragmatico di sostenibilità economica; le imprese devono dare certezze ai propri collaboratori, dobbiamo contemperare bene le evoluzioni, perseguire un orizzonte futuro senza creare disastri".

Il vicepresidente di Confindustria Romagna entra poi nel merito della mobilità sostenibile: "Prendiamo ad esempre le auto elettriche: non si può stoppare da un giorno all'altro la produzione veicoli tradizionali, ci sarebbero centinaia di migliaia di lavoratori che verrebbero lasciati a casa: siamo chiamati a trovare un percorso di sostenibilità in termini complessivi, senza impattare in maniera importante sulla vita delle persone. Dobbiamo fare una transizione, non possiamo pensare che il gas metano sia un'energia fossile da chiudere, ma è necessario riportare il confronto su una base più solida e non su quella delle aspirazioni. E' una sfida non facile ma a cui dobbiamo cercare di dare energia. Abbiamo già iniziato a 'pungolare' il Governo, anche se in questa fase crediamo sia opportuno lasciare che le maturazioni avvengano senza farne un motivo di chi ha vinto o chi ha perso, non è una guerra di principio, che invece porterebbe a una polarizzazione del dibattito pubblico. Dobbiamo consentire una graduale presa di considerazione che il gas metano, è vero, è energia fossile, ma non produce inquinamento alla pari delle altre energie fossili. Serve una spinta verso l'innovazione ma che allo stesso tempo si ponga il tema della sostenibilità senza creare disastri, dobbiamo essere ponderati e nel contempo continuare a fare ricerca e innovazione su energie alternativi, ma si tratta di un processo graduale che richiede anni. Le autorità politiche devono fissare degli orizzonti, nostra premura è sottolineare come a temi complessi sia necessario avere il coraggio di dedicare tempo, energia nello sviluppo di conoscenze di tutti gli aspetti, compresi gli impatti sulla vita delle persone e dei lavoratori".

Tarozzi si sofferma poi brevemente sul porto ravennate, dopo la rinomina del Commissario Paolo Ferrecchi: "Anche il porto, una leva straordinaria, ha bisogno di ulteriori step di progressione e consolidamento. Non spetta a Confindustria Romagna commentare l’operato della magistratura: quello che chiediamo e che abbiamo sempre chiesto, per le nostre imprese e per tutta la comunità portuale, è la massima continuità possibile. Per il futuro dello scalo è vitale che il Commissario possa lavorare fin da subito nella pienezza dei propri poteri, e che si proceda senza indugi sul doppio binario della manutenzione ordinaria e della realizzazione del progetto hub portuale. Senza la prima, non arriveremo a vedere concretizzato il secondo. Chiunque guidi l’Autorità di sistema portuale deve presidiare con attenzione ed energia entrambi gli aspetti, per consentire agli operatori e a tutto l’indotto di pianificare il lavoro senza il timore di incertezze e con orizzonti il più ampi possibili".

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