Offshore, i Repubblicani: "Torniamo in piazza per difendere l'oil&gas"

Un appello affinchè non cada nel dimenticatoio la battaglia in difesa dell'industria dell'oil&gas che a Ravenna conta ancora, nonostante i colpi ricevuti, su oltre cinquanta imprese e tremila dipendenti

Gli esponenti del Partito repubblicano italiano Eugenio Fusignani, Stefano Ravaglia, Chiara Francesconi, Andrea Vasi e Giannantonio Mingozzi rivolgono un appello a istituzioni, sindacati, organizzazioni associative e d'impresa, forze politiche e all'intera cittadinanza affinchè non cada nel dimenticatoio la battaglia in difesa dell'industria dell'oil&gas che a Ravenna conta ancora, nonostante i colpi ricevuti, su oltre cinquanta imprese e tremila dipendenti.

"Lo scorso febbraio il gruppo Pri avanzò in consiglio comunale la proposta di tornare in piazza a Ravenna per difendere il comparto, come venne fatto il 16 marzo 2019 con una grande manifestazione nazionale che ebbe successo - spiegano i repubblicani - Da allora, pur riconoscendo la disponibilità del sindaco e del consiglio, non è stato possibile promuovere alcuna iniziativa e purtroppo il settore si è visto ulteriormente penalizzato: perfino il blocco della ricerca di idrocarburi e di fonti energetiche in Adriatico è stato portato a due anni, Eni minaccia di sospendere ulteriormente manutenzioni e impegni economici assunti con il Comune e di nuove attività non si parla più da mesi. E' un patrimonio che rischia di disperdersi e di perdere competitività internazionale, di venire ridimensionato tra l'indifferenza governativa che lo combatte e di cancellare migliaia di posti di lavoro particolarmente a Ravenna".

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"Non siamo disponibili ad assistere a questa lenta emorragia, anticamera della scomparsa definitiva di quelle imprese che costituiscono la storia industriale di Ravenna e un grande esempio di innovazione, di coraggio e di applicazione di nuovi corsi formativi ed universitari; per questo dobbiamo reagire e tornare a quelle azioni di difesa che alcuni anni fa promuovemmo in occasione del referendum "blocca trivelle", come la manifestazione in piazza a Ravenna e davanti al Parlamento a Roma. Se non ci svegliamo - concludono Fusignani, Ravaglia, Francesconi, Vasi e Mingozzi - mettendo in campo tutte l'impegno possibile ci accorgeremo del disastro economico ed occupazionale quando non ci sarà più tempo, i Paesi dell'altra sponda dell'Adriatico avranno estratto le risorse di gas e idrocarburi che sono nostre, continueremo a parlare di transizione senza accorgerci che un'economia più green ha bisogno per crescere proprio, delle risorse fornite oggi dall'oil&gas ma l'industria ravennate sarà solo un bel ricordo. Ci fa piacere che si pensi all'eolico o a iniziative conservative del gas, ma come Pri ribadiamo che la priorità rimane la difesa di industrie e lavoratori dell'oil&gas, e questo compito riguarda anzitutto Ravenna, la Regione e tutti coloro che ci credono a Roma e in tutta Europa". 

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