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Offshore, i sindacati: "Ravenna ha un ruolo importante nella transizione energetica"

"Sarebbe auspicabile che il gas nazionale ricoprisse il giusto ruolo nel percorso di transizione evitando per quanto possibile l’utilizzo di gas proveniente da paesi esteri"

"Quanto sta avvenendo nelle aule parlamentari e nelle commissioni per la definizione del Dl semplificazioni è l’ultima occasione per i lavoratori dell’oil&gas di essere parte integrante nel percorso di transizione energetica che Ravenna sta costruendo. Se ciò non si realizzasse, stante gli attuali dati di produzione scesi sotto i 35 kboe/g, siamo fortemente preoccupati rispetto alle pesanti ripercussioni occupazionali che ricadranno inevitabilmente a breve, sui territori". A dirlo sono la Cgil e la Filctem Cgil di Ravenna.

"Ravenna sta assumendo un ruolo importante nella fase di transizione energetica favorendo le varie e differenti realtà - spiegano i sindacati - Valutiamo positivamente la notizia dell’insediamento di un parco eolico marino, così come riteniamo utili le ricerche e le prospettive sull’idrogeno e, in ambito di economia circolare del rifiuto, le opportunità legate al riutilizzo della CO2. Sarebbe auspicabile che il gas nazionale ricoprisse il giusto ruolo nel percorso di transizione evitando per quanto possibile l’utilizzo di gas proveniente da paesi esteri con costi ambientali non paragonabili al gas a km zero. Gli emendamenti presentati consentirebbero di non arrestare definitivamente le attività di drilling (già sospese e accantonate da Eni per il 2020/2021 in tutta Italia), permettendo un percorso graduale di transizione. Purtroppo, ancora una volta, un tema complesso e critico come la sostenibilità energetica, viene mortificato attraverso emendamenti, proposte di emendamenti o minacce di proposte di emendamenti in un decreto, il semplificazioni, inadatto ad affrontare un tema dirimente per il futuro quale e’ la transizione energetica, che deve garantire autonomia energetica, sostenibilità ambientale, competitività industriale, occupazione di qualità e bollette alla portata di tutti".

"Il Paese non si può permettere, ancor di più nel mezzo di una pandemia mondiale, il prezzo derivante dalla ricerca quotidiana del consenso politico - concludono i sindacalisti - Al contrario ha urgente bisogno di una nuova progettualità, scevra da propaganda e qualunquismi, che abbia l’obiettivo di determinare uno sviluppo equo e sostenibile, per noi e le generazioni future. Nel frattempo non possiamo fermare un attività industriale fondamentale che, come più volte ribadito, ha dato e può ancora dare lavoro e ricchezza garantendo standard ambientali e di sicurezza tra i più alti al mondo".

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