Oil&gas, l'allarme della Filctem Cgil: "Se non cambia nulla il sistema collasserà"

Il segretario generale nazionale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli, sarà presente a Ravenna venerdì 4 ottobre per partecipare al direttivo provinciale di categoria in programma nella Camera del lavoro

Il segretario generale nazionale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli, sarà presente a Ravenna venerdì 4 ottobre per partecipare al direttivo provinciale di categoria in programma nella Camera del lavoro. Prima dell’avvio dei lavori Falcinelli sarà ricevuto in Comune dal sindaco Michele de Pascale.

Tema portante del direttivo e dell’incontro con il sindaco sarò lo stato di salute del settore offshore e del destino dei tantissimi lavoratori che sono impegnati nel comparto oil&gas. “Siamo arrivati a un punto di collasso per le compagnie di perforazione - commenta Alesso Vacchi, segretario generale della Filctem Cgil Ravenna - Se nulla cambia, tra pochi mesi l’Italia rischia di vedere scomparire definitivamente l'intera attività e in futuro si potrà ricorrere solamente a compagnie straniere. Non possiamo non tenere in considerazione che in Italia ci sono ancora migliaia di pozzi da gestire in sicurezza: è necessario avviare un dialogo con le istituzioni e prevedere il ricorso ad ammortizzatori straordinari per tutelare l'attività affinché non si esaurisca definitivamente. Dal punto di vista della produzione di gas era inevitabile la rapida discesa in assenza di attività di perforazione: la produzione è diminuita progressivamente negli ultimi anni di pari passo con il diminuire degli impianti, nonostante i protocolli internazionali, prevedano l'utilizzo del gas naturale come fonte primaria per garantire la transizione energetica".

Le preoccupazioni della Filctem, che condivide pienamente l'esigenza di una conversione industriale ecosostenibile, sono incentrate sulla "mancanza di programmazione e di una cabina di regia unica per un percorso graduale e realistico che tuteli la collettività dalle fibrillazioni determinate del mercato finanziario geopolitico. Chi ne sta pagando il prezzo - conclude Vacchi - sono i lavoratori direttamente interessati dei settori dell’energia, della metalmeccanica e dei servizi e i cittadini che, come abbiamo visto anche in questi giorni, si vedono aumentare le bollette energetiche".

La politica

"Perdita pesante di competenze e professionalita'" da un lato, "consistenti incrementi" delle bollette del gas dall'altro. Questo il doppio rischio che porta con sè la politica energetica del Governo e lo stop alle estrazioni. Non ha dubbi il parlamentare romagnolo della Lega, Jacopo Morrone, deluso dalla risposta data alla sua interrogazione sul blocco delle trivelle, "tutta fuffa e parole in liberta'". Cosi', attacca, "si costringeranno le grandi aziende che operano nel settore dell'energia a spostare in altri Paesi le attivita' di trivellazione, concorda con quanto evidenziato da Roca, l'associazione ravennate dei contrattisti che operano nell'estrazione marittima degli idrocarburi". La Lega chiede dunque all'Esecutivo di "invertire la politica suicida dei 'no' e di attivarsi per supportare sia le imprese che operano nel settore idrocarburi, sia i consumatori italiani". Le misure impostate dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, conlude Morrone, come la riduzione strutturale della dipendenza da fonti fossili di importazione, la valorizzazione delle energie rinnovabili e la realizzazione di infrastrutture energetiche necessarie ad ampliare i mercati hanno "basi d'argilla: se mai saranno attuati, e gia' questo e' tutto da vedere, tarderanno decenni. Intanto le tariffe continueranno a crescere e l'Italia perdera' posizioni e know-how". 

"Io ho votato contro l'attuale normativa che blocca l'attività di ricerca del gas - replica il senatore Stefano Collina del Pd - mentre Morrone ha votato a favore ed era pure al governo come sottosegretario. Non venga ora a fare il difensore del settore dell'offshore quando è stato protagonista delle azioni che stanno affossando questo pezzo di economia così importante per Ravenna. Con il nuovo Governo la normativa non cambia ma va accelerata la redazione degli strumenti di pianificazione che diano al più presto il nuovo quadro di azione per il settore".

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