Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Omc, Ravenna guarda all’industria del futuro tra i Paesi del Mediterraneo

È questa la strada della transizione, che è ormai avviata a livello mondiale e che deve tendere a sviluppare soluzioni tecnologiche che assicurino un utilizzo più verde dell’energia.

Si chiude venerdì a Ravenna Omc 2017, la 13esima edizione dell’Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, la principale vetrina dell’Oil & Gas nel bacino del Mediterraneo. Tra innovazione e transizione verso un mix energetico sostenibile, sono stati due giorni intensi di confronto sulle politiche energetiche e climatiche del futuro tra i rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo e alcuni tra i massimi vertici dell’industria dell’oil & gas internazionale. In un contesto di forte e rapido cambiamento, l’industria dell’O&G con le sue peculiari capacità tecnologiche, la sua passione per l’innovazione, unite a nuova visione delle proprie attività, è chiamata ad aumentare la propria resilienza, intesa come capacità di rispondere alla volatilità del mercato in un periodo di prezzi depressi, puntando ad un deciso contenimento dei costi e a una massimizzazione dell’efficacia operativa. È questa la strada della transizione, che è ormai avviata a livello mondiale e che deve tendere a sviluppare soluzioni tecnologiche che assicurino un utilizzo più verde dell’energia.

"È un’industria – ha detto Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia - che ha sempre più bisogno di gas e petrolio. Tutti i giacimenti attualmente in produzione stanno calando e ci sarà bisogno di un’addizionale produzione su cui non si sta investendo. Negli ultimi due anni c’è stato un crollo degli investimenti di dimensioni storiche pari al 37%, siamo scesi di circa 300 miliardi di dollari in tutta l’industria. Mai in passato c’era stato un taglio così forte".

Da Omc 2017 è emerso, quindi, che il primo tema chiave è sicuramente quello dell’ampliamento dell’utilizzo del gas naturale, la fonte fossile che può assicurare un mix energetico più sostenibile. L’insieme dei ritrovamenti in Egitto, Cipro, Israele e i potenziali di Libano e Grecia, possono favorire la creazione di un hub del gas  del Mediterraneo che può diventare il principale fornitore per l’Europa. Di qui l’impegno forte di cooperazione tra i rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo fortemente auspicato a Omc dal Ministro del Petrolio dell’Egitto, Tarek El Molla.

Ma l’industria del futuro deve prima di tutto ispirarsi a principi etici ambientali. "Ogni popolo - ha ribadito Ezio Mesini, presidente della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università di Bologna, designato presidente del Comitato per la sicurezza delle operazioni in mare – è chiamato a sviluppare al massimo le risorse energetiche domestiche. È un grande vantaggio, infatti, avere risorse a km zero. Si consuma meno energia (- 15-20%) e si riducono le emissioni. Ma è corretto anche dal punto di vista etico".

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