Parco eolico nel ravennate, Mingozzi (Tcr): "Bene, ma la priorità è l'oil&gas"

"La transizione verso i nuovi insediamenti sarà lunga e nel frattempo sarebbe straordinariamente importante un sostegno concreto alle nostre imprese dell'oil&gas"

"Un moderno parco eolico a 20 chilometri dalla costa ravennate, così come proposto da Saipem e sottoscritto da importanti imprese locali, è un'iniziativa da condividere e non credo crei problemi nè al comparto turistico nè alla navigabilità": la pensa così Giannantonio Mingozzi, presidente del Terminal Container Ravenna. "Eolico e stoccaggio CO2 sono idee realizzabili nel medio periodo e contribuiscono a consolidare l'area ravennate come foriera di innovazione e nuova occupazione sulla bilancia del fabbisogno energetico e della ricerca di nuove fonti - continua - Ma occorre dire, con altrettanta franchezza, che la transizione verso i nuovi insediamenti sarà lunga e nel frattempo sarebbe straordinariamente importante un sostegno concreto alle nostre imprese dell'oil&gas, che rischiano di appassire e perdere occupati e ulteriori quote di mercato. Lo dico in ragione di quanto vale quell'attività per il traffico del porto e per le nuove generazioni alle quali abbiamo offerto persino corsi di laurea e una formazione specifica per le nuove tecnologie industriali della ricerca e dell'estrazione. Lo dico perchè quelle risorse in Adriatico appartengono all'Italia e bisogna far presto prima che i Paesi dell'altra sponda ce le portino via.

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"Quindi auguri all'eolico e allo stoccaggio di CO2 nei pozzi in disuso, auguri alle imprese e ai tecnici ravennati coinvolti - conclude Mingozzi - ma tutto ciò non serva ad addormentare quella giusta rivendicazione, sempre respinta, di riprendere manutenzioni e chiedere nuove concessioni per ricerche e perforazioni in Adriatico; quelle attività  fanno  parte della storia industriale di Ravenna, del porto e di generazioni di ravennati e vanno difese in ogni occasione".

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