Petrolchimico di Ravenna, il PCL: "L’ennesimo omicidio sul lavoro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Sì, perché è ora di smetterla di chiamarli incidenti o morti bianche. Non c'è niente di "casuale' o di "bianco". Perché per questi morti non ci sono trasmissioni di approfondimento, plastici della fabbrica in prima serata, dibattiti e sdegno universale?
Questi sono omicidi, nemmeno preterintenzionali, ma annunciati, con il padronato come mandante e il capitale come movente.
Lo sfruttamento esasperato, l'esternalizzazione del lavoro per massimizzare i profitti, l'erosione dei diritti dei lavoratori, ormai obbligati ad accettare qualsiasi condizione lavorativa pena il licenziamento sono cause dirette di queste morti.
A nessuno interessano perché sono impossibili da eliminare in un sistema economico, quello capitalista, che ha trasformato l'uomo in merce per il profitto di pochi. È ora di dire basta e di rispondere a questa guerra di classe e ai morti che produce con una forza uguale e contraria.


Il Partito Comunista dei Lavoratori sez. Romagna esprime la massima solidarietà alla famiglia dell'operaio ucciso al Petrolchimico di Ravenna e ai suoi compagni di lavoro, auspicando l'inizio di una presa di coscienza e di una stagione di lotta unitaria e di classe che porti all'abbattimento di questa barbarie sanguinaria che è il capitalismo.

Quando un operaio muore la colpa è sempre del padrone. La sicurezza sul lavoro è un dovere e un obbligo, non un costo.
Basta omicidi padronali!

Cellula Operaia - PCL Romagna "Domenico Maltoni"

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