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"Poco personale e tanti problemi": lavoratori in sciopero a Marcegaglia

Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici) uniti ha infatti indetto uno sciopero di otto ore per tutti i turni con un presidio davanti allo stabilimento dalle 5 del mattino alle 10

Si torna a scioperare davanti allo stabilimento di Marcegaglia. Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici) uniti ha infatti indetto, per giovedì 5 ottobre, uno sciopero di otto ore per tutti i turni con un presidio davanti allo stabilimento dalle 5 del mattino alle 10. "Le ragioni della mobilitazione sono diverse - spiega il sindacalista Giuseppe Limantri - C’è eccessiva carenza di personale, quasi il 20% dei lavoratori ha oltre 800 ore di ferie accumulate; chiediamo più personale, una turnazione equa con più riposi e il ripristino delle turnazioni precedenti in quanto quelle attuali rientrano in un rischio elevato di infortuni e malattie professionali, al punto che molti lavoratori sono stati esonerati dal turno notturno; diciamo basta ai cambi di reparto con conseguente cambi turni ed eventuali perdite di indennità, che inoltre creano forti disagi nell'organizzazione familiare; chiediamo all’azienda di far rispettare le pulizie delle docce, dei bagni, dei pulpiti, quanto le dipendenti della ditta esterna e altro volta in subappalto essendo sotto organico di personale e mezzi per poter svolgere bene il loro lavoro, oltre la pulizia dei reparti e delle macchinette del caffè, per non rischiare malattie infettive; bisogna rivedere la viabilità interna e rispettare le normative sulla salute e sicurezza, sia per la Marcegaglia che per le ditte esterne; gli addetti al controllo della sicurezza interna devono attenersi ai loro compiti e non attuare un regime repressivo poliziesco, visto l'ennesimo infortunio a un lavoratore di una ditta esterna a cui è finita addosso una ruota di un muletto guidato da un lavoratore Marcegaglia. Inoltre chiediamo il rispetto della legge sull'anticipo del tfr, che non deve essere lasciata in mano alla discrezionalità di capi e capetti, cosi come l'assegnazione dei livelli superiori non devono essere in base alla simpatia dei candidati e alla discrezionalità dei superiori".

"Basta mobbing e basta caporalato - proseguono dal sindacato - Reinternalizziamo gli appalti e i subappalti con cui, pagando salari miseri ai lavoratori, la ditta fa profitti enormi che non redistribuisce. Nel cambio d’appalto tra Logistica Ferrari e Cisa Logistica, un solo lavoratore non è passato in capo alla Cisa perché segnalava anomalie e mancanze di sicurezza sui mezzi di lavoro. Rimasto illegittimamente dipendente della Ferrari, si è visto recapitare una lettera di trasferimento ad Asola, nel Mantovano, inoltre l’azienda continua a non retribuirgli correttamente la 104 e la legge 151 (aspettativa per l’assistenza a un parente), creandogli un ingente danno salariale. Chiediamo l’immediato reintegro del lavoratore nello stabilimento Marcegaglia".

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