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Pressione fiscale, tutta la preoccupazione della Cna Bassa Romagna

“La CNA della Bassa Romagna, come tutte le associazioni d’impresa, è fortemente preoccupata per la pesante imposizione fiscale che grava sulle imprese e ne limita fortemente la capacità di generare reddito e di stare sul mercato.”

“La CNA della Bassa Romagna, come tutte le associazioni d’impresa, è fortemente preoccupata per la pesante imposizione fiscale che grava sulle imprese e ne limita fortemente la capacità di generare reddito e di stare sul mercato.”

E’ quanto afferma Mario Betti, presidente CNA della Bassa Romagna, a seguito di una riunione del gruppo dirigente della CNA locale, convocato urgentemente per affrontare il tema della tassazione locale.

“Quotidianamente, per la mia attività d’imprenditore – sottolinea Betti -  incontro fornitori, piccoli imprenditori e artigiani che lamentano l’eccessiva pressione fiscale da parte dello Stato ma anche l’aumento indiscriminato a livello locale. L’applicazione della tassa sui rifiuti – TARI - è eloquente della difficile situazione in cui si trovano le imprese, con aumenti di altre il 20% sui capannoni artigianali e di oltre il 100% sulle aree scoperte, ovviamente rispetto alle tariffe 2013. La TARI è una vera patrimoniale sull’immondizia; inoltre, il 10% di IVA, detraibile fino allo scorso anno, è un ulteriore costo per i bilanci aziendali”.

“Sul piano locale – evidenzia Betti – urge un confronto con le rappresentanze delle imprese, cosa che non è avvenuta con le nuove Amministrazioni che compongono l’Unione dei Comuni alle quali avevamo chiesto, non solo come CNA, il rinvio a settembre delle delibere comunali previste entro la fine di luglio 2014 così da potere aprire un confronto per riequilibrare meglio la tassazione e, quindi, la pressione fiscale sulle imprese. Ma non ci hanno ascoltato”.

“In primo luogo – prosegue Betti - non è più ammissibile che il 30% circa della superficie complessiva, che è quella occupata dalle imprese, si faccia carico e paghi oltre il 40% del servizio rifiuti complessivo. Va ripristinato un riequilibrio fra domestico e non domestico. In secondo luogo, la prima rata della TARI, arrivata nelle scorse settimane e che copre i primi 6 mesi del 2014, è una parte della possibile stangata che può arrivare a fine anno: per questo chiediamo la possibilità di una rateizzazione dei pagamenti. Un altro elemento importante riguarda l’alleggerimento delle procedure burocratiche previste per le agevolazioni, dove i Comuni hanno proposto e recepito un modello di autocertificazione delle superfici che, qualora ci sia anche un banalissimo errore, può dare adito ad una azione penale. Noi, su questo punto, chiediamo che l’autocertificazione venga sostituita da una semplice comunicazione”.

“C’è poi un concetto fondamentale che deve passare: chi produce rifiuti deve pagare in base a quanti ne produce e non in base ai metri quadri della propria azienda. Questo deve essere alla base delle scelte politiche che i Comuni, ma anche Hera, dovranno fare in tempi rapidi”.

“In tutti questi anni – sostiene Betti - abbiamo sempre sostenuto e praticato un confronto preventivo con le Istituzioni, soprattutto quando queste assumono decisioni che riguardano la vita e i bilanci delle imprese. Vogliamo continuare con questo metodo, cosa che abbiamo ribadito anche ai nuovi Sindaci nei giorni scorsi. Mi auguro che l’Unione abbia la stessa nostra intenzione. Pertanto ci aspettiamo che i Comuni ci chiamino per discutere delle proposte che sosteniamo”.

“Un altro tema emerso dall’incontro - conclude Betti - riguarda la volontà, da parte delle nostre Amministrazioni, di confermare e rafforzare il loro contributo a sostegno dei Confidi. Il problema dell’ accesso al  credito sta diventando insostenibile per le imprese; auspichiamo, pertanto che questa richiesta non venga disattesa e, al riguardo, aspettiamo un segnale forte da parte dei Sindaci della Bassa Romagna.

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