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Venerdì, 19 Agosto 2022
Economia

Legacoop Romagna va a congresso e rinnova le cariche

Legacoop Romagna è nata il 5 dicembre 2013 fondendo le realtà di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Una scelta che ha precorso i tempi sia dentro che fuori dal movimento cooperativo

Sono 447 le imprese che aderiscono a Legacoop Romagna (organizzate in tre grandi filiere di attività: agroindustriale, lavoro, servizi e sociali), un mondo con 399mila soci che dà lavoro a 27.400 persone. I dati provengono dal bilancio sociale che sarà presentato in occasione del primo congresso dell'associazione giovedì al Cinema City di Ravenna. Legacoop Romagna è nata il 5 dicembre 2013 fondendo le realtà di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Una scelta che ha precorso i tempi sia dentro che fuori dal movimento cooperativo.

Il valore della produzione delle associate è di circa 5,6 miliardi di euro, con un margine operativo di circa 55,8 milioni di euro. Il patrimonio netto ammonta a oltre 2,7 miliardi di euro e il capitale sociale è di circa 0,7 miliardi di euro. Nonostante le flessioni che si registrano nei dati economici, l'occupazione complessiva nel 2013 si è mantenuta stabile.

I lavori del congresso saranno aperti alle 9 dal saluto del sindaco Fabrizio Matteucci. Seguiranno la relazione del presidente uscente, Giancarlo Ciaroni e l'intervento del presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Giovanni Monti. Dopo il dibattito le conclusioni toccheranno al presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti. La seconda parte dei lavori si incentrerà sulle procedura di nomina dei nuovi organi associativi.

I temi su cui si articolerà il dibattito congressuale partono dalla constatazione che la crisi sta riservando alla cooperazione i colpi peggiori proprio in questo periodo. Oltre al perdurare della situazione di difficoltà economica e al rendiconto del primo anno di attività, la discussione sarà incentrata fondamentalmente su quattro temi: la "governance" associativa, sempre più rivolta al coinvolgimento diretto delle imprese negli organismi direttivi; la promozione e lo sviluppo di nuove imprese cooperative; la riorganizzazione dei settori e della rete dei servizi; la nascita della centrale unica della cooperazione romagnola, con l'obiettivo di arrivare alla integrazione entro il 2017, così come stabilito a livello nazionale.

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