Provvedimento 'blocca trivelle', la Regione convoca un tavolo: "Priorità salvare i posti di lavoro"

Il comparto è ad altissima professionalità soprattutto per quanto attiene l’offshore: in Emilia-Romagna conta quasi 1.000 imprese con circa 10mila lavoratori e decine di migliaia dell’indotto

Un summit in viale Aldo Moro per valutare le novità prospettate per il settore petrolchimico dal Governo e valutare eventuali iniziative. L’incontro del tavolo dell’offshore, che si terrà venerdì 1 febbraio a Bologna, è stato convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, ed era stato richiesto dalle istituzioni e dalle forze socio-economiche del ravennate.

La stessa Palma Costi lunedì ha scritto al sindaco di Ravenna, Michele De Pascale: “La salvaguardia dei posti di lavoro per noi è una priorità fondamentale, che deve realizzarsi sempre nel rispetto e tutela della sicurezza e dell’ambiente. Nel prossimo tavolo regionale del Petrolchimico approfondiremo e valuteremo insieme alle parti sociali e alle istituzioni quali iniziative mettere in campo”. Il comparto è ad altissima professionalità soprattutto per quanto attiene l’offshore (trivellazioni in mare): in Emilia-Romagna conta quasi 1.000 imprese con circa 10mila lavoratori e decine di migliaia dell’indotto, di cui solo a Ravenna assomma il 13% di aziende che rappresentano il 29% dell’occupazione complessiva.

“Questa Regione - spiega l’assessore Costi nella missiva - ha già fatto una scelta strategica forte verso le rinnovabili, sancita dal Piano energetico regionale costruito con i territori, le parti sociali e le associazioni, in linea con l’Accordo di Parigi. Abbiamo anche sancito che sarà un processo che dovrà vedere impegnata tutta la società regionale e che la transizione avverrà utilizzando comunque il gas naturale, una fonte fossile pulita che in Emilia-Romagna risponde al 40% dei consumi di cittadini e imprese, non sostituibile immediatamente. Così come abbiamo sempre dimostrato che il rispetto delle norme e delle procedure di salvaguardia ambientale con l’applicazione corretta del principio di precauzione ha permesso la straordinaria convivenza di attività diverse che vanno dalla pesca alla coltivazione dei mitili, allo sviluppo di un comparto turistico fortissimo, in un distretto industriale offshore con tecnologie e conoscenze e professionalità tra i primi al mondo e che già oggi sta virando verso soluzioni di energie alternative che necessitano comunque di tempo per essere sviluppate e industrializzate. Per questo stiamo lavorando sulla ‘economia blu’ come richiesto dall’Unione europea e lo stiamo facendo con la collaborazione di tutti: università, rete alta tecnologia, imprese di tutti i settori, organizzazioni sindacali, associazioni e istituzioni”.

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Inoltre, ha aggiunto l’assessore Costi riferendosi all’Esecutivo nazionale, “atteggiamenti ‘immotivatamente vincolanti’ come quelli imposti dal Governo non fanno altro che impoverire l’occupazione, senza crearne di nuova e dando spazio all’esclusiva acquisizione estera del gas, che magari sarà estratto nel mare Adriatico senza le tutele che noi offriamo. Così come è bene ricordare che il comparto dell’offshore non è composto solo da multinazionali, ma da centinaia di piccole e medie imprese emiliano-romagnole che occupano diverse migliaia di lavoratori di grande professionalità. La dignità del lavoro si salvaguarda prima di tutto tutelando l’occupazione e facendo politiche nazionali coerenti di sostegno alla trasformazione energetica verso le fonti rinnovabili. Anche un Paese come la Norvegia continua a trivellare ed estrarre petrolio e non ha bloccato nulla, ma ha da tempo una politica coerente di grandi investimenti nel risparmio, efficienza energetica e fonti alternative come auspico possa svilupparsi anche nel nostro Paese”.

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