Voucher, Coldiretti alza la voce: "L'agricoltura aspetta, ma il tempo stringe"

E' quanto afferma il presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli

"Con le promesse non si salvano le 380mila giornate di lavoro che, in piena trasparenza rispetto ad altri settori, hanno aiutato in questi anni ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne. C’è bisogno di un’immediata alternativa ai voucher aboliti dal governo il Ministro Poletti aveva garantito soluzioni entro Pasqua, ma ad oggi non si intravede nulla e il tempo stringe. Chiediamo, dunque, al Ministro e al Governo di fare quello per cui si sono impegnati garantendo uno strumento ad hoc per il settore agricolo". E' quanto afferma il presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli.

"L’impiego dei voucher in agricoltura - viene analizzato sulla base dei dati dell'Osservatorio sul lavoro accessorio pubblicato dall'Inps secondo il quale nel 2016 sono stati venduti 134,065 milioni di buoni per il lavoro accessorio con una crescita del 24% sul 2015. In agricoltura sono stati venduti nel 2016 solo 2.210.440 voucher, addirittura in calo rispetto all’anno precedente e più o meno gli stessi del 2012 - è stato pari ad appena l’1,6% del totale praticamente stabile da cinque anni perché è l’unico settore rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni, solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito. L’abrogazione fa perdere opportunità di lavoro a 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati nelle attività stagionali in campagna dove con l’arrivo della primavera sono iniziati i lavori".

"Occorre, dunque – ribadisce Pederzoli - individuare una valida alternativa perché, con l’abrogazione della disciplina del voucher, il sistema agricolo è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi rischia, in assenza di interventi adeguati, di andare perduto. Serve, dunque uno strumento nuovo che, al pari del voucher, semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati in quadro compiuto di garanzie soprattutto assicurative".

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