Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Crisi Rafal "Gruppo Trombini", operai in piazza: "Dodici mesi senza prendere un euro"

"Nonostante l'azienda in questi anni non abbia perseguito le più corrette relazioni industriali e sindacali, i lavoratori hanno dimostrato grande senso di responsabilità", sottolineano Cgil, Cisl e Uil

Foto di repertorio

Martedì Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil parteciperanno ad una manifestazione a Ravenna in Piazza del Popolo e davanti alla sede della Prefettura, dalle 10 e 12, per denunciare "la grave situazione di crisi aziendale che perdura da alcuni anni" allo stabilimento Rafal “Gruppo Trombini” di Piangipane. "La crisi produttiva è iniziata nel 2011 e a oggi non si intravede alcuna soluzione industriale capace di rilanciare l'attività permettendo così una ripresa occupazionale", evidenziano i sindacati.

"Nonostante l'azienda in questi anni non abbia perseguito le più corrette relazioni industriali e sindacali, i lavoratori hanno dimostrato grande senso di responsabilità, cercando di comprendere e aiutare l'azienda nella difficile soluzione - osservano Cgil, Cisl e Uil -. Il presidio si pone l'obiettivo di dare informazione alla cittadinanza, alle istituzioni e al Prefetto. Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria, i lavoratori e le lavoratrici non hanno ancora percepito alcun sostegno economico che sarebbe dovuto giungere dall'utilizzo dell’ammortizzatore sociale. Sono passati esattamente 12 mesi e per indiscutibili responsabilità aziendali i lavoratori dovranno attendere ancora molti mesi prima di sperare di poter avere il sostegno economico previsto dagli ammortizzatori".

Secondo i sindacati, "le responsabilità sono dell’azienda che prima ha inviato una richiesta di cassa integrazione straordinaria al Ministero del lavoro, sottoscritta assieme ai sindacati con un accordo di impegni di investimento produttivo. Poi dopo solo un mese, il Gruppo Trombini ha inoltrato una richiesta di concordato in continuità, bloccando di fatto l’esame della richiesta di cassa integrazione al Ministero. Ciò ha determinato un crescente e pesante disagio sociale ai lavoratori, circa una novantina, e alle loro famiglie".

" Nei dodici mesi trascorsi l'unico reale sostegno è arrivato dalle banche - concludono i sindacati -. Tramite un accordo con la Provincia e sindacati, gli istituti di credito hanno garantito anticipazioni economiche che oggi  si sono concluse, visto che si è esaurito il tempo massimo previsto dagli stessi accordi. I lavoratori e le lavoratrici della Rafal chiedono lavoro per poter riaffermare la loro dignità di cittadini e invitano l'impresa a compiere tutti gli sforzi necessari affinché non si disperdano conoscenze e competenze nate, cresciute e sviluppate sul territorio".

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