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E' sempre più crisi nel ravennate, aumentano i disoccupati: oltre 33mila senza lavoro

Il segretario provinciale del Nidil Cgil, Idilio Galeotti, sottolinea che i dati più recenti sulla disoccupazione sono ancor più gravi in quanto nel settembre 2013 si è già raggiunto il numero dei 33.046 disoccupati

I disoccupati in provincia di Ravenna continuano a crescere. Nello scorso settembre i senza lavoro hanno raggiunto le 33.046 unità, mentre nel settembre 2012 erano stati 29.339, e nel settembre del  2011 erano 27.352.  Nel 2013 si è dunque registrato un aumento dei disoccupati di 3.707 unità rispetto al 2012, mentre il confronto con il settembre del 2011 evidenzia una crescita addirittura di 5.694 unità. Il segretario provinciale del Nidil Cgil, Idilio Galeotti, sottolinea che i dati più recenti sulla disoccupazione sono ancor più gravi in quanto nel settembre 2013 si è già raggiunto il numero dei 33.046 disoccupati.

“Nello scorso settembre abbiamo già registrato 24 disoccupati in più rispetto al numero di disoccupati complessivi che risultavano a dicembre del 2012. Questo fa supporre che potremmo arrivare alla fine di dicembre con un numero di disoccupati che potrà superare i 36.000", evidenzia Galeotti, il quale parla poi delle assunzioni: “Siamo di fronte ad un altro dato negativo. Da gennaio a settembre 2013 le assunzioni sono state 85.772, mentre per lo stesso periodo del 2012 erano state 92.870, con un calo riferito all'anno precedente di 7.098  unità. C’è da considerare che dei 85.772 registrati da gennaio a settembre 2013, solo 5.362 (6,25%) sono stati assunti a tempo indeterminato, il restante 80.410 (93,75%) è stato soggetto ad assunzioni precarie e più volte per persona nell’arco dell’anno".

"Emerge un calo dei rapporti di lavoro intermittenti, per effetto del Decreto Fornero – n.92; da gennaio a settembre 2012 erano stati 12.778, mentre nello stesso periodo del 2013 sono stati 5.754 (in calo del 55%) - illustra il sindacalista -. Nel nostro paese, manca completamente una politica che guardi al lavoro nei termini di tutela, di progettazione e sviluppo, manca una politica e delle  leggi a supporto del lavoro,  servirebbe  un vero cambiamento delle regole nel mercato del lavoro che andasse  a togliere le attuali 46 possibilità di assunzione tutte precarie e al limite della legalità, sostituendole con un sistema che preveda 5 o sei tipologie di assunzione indirizzate con tempi certi al lavoro a tempo indeterminato”.

Serve una politica di sviluppo che vada a premiare con incentivi le aziende che investono nell’occupazione e vada invece a penalizzare chi come azienda specula sul lavoro incidendo negativamente sui diritti, sulla sicurezza e sul lavoro illegale. “Spesso – dice Galeotti - si sente parlare di lavoro come priorità per l’agenda politica, ma poi non si fa nulla per cambiare realmente. Quale futuro può avere un giovane che non trova lavoro o è precario? Quale futuro può avere per la propria previdenza? Con questo sistema praticamente nessuno e per questo diciamo: occorre cambiare e guardare avanti riprogettando un paese con più diritti e per un lavoro dignitoso”.

"Come Nidil Cgil - chiosa Galeotti - continueremo a denunciare questa situazione e a batterci per tutelare queste persone, vogliamo dar voce alle tante  persone oggi in difficoltà. E lo facciamo continuando la nostra attività sindacale con il  S.O.L (Sportello orientamento al lavoro) e  inviando ai nostri associati Cgil Informa rivista settimanale via email di informazione sul lavoro e ritiriamo il curriculum inserendolo nella nostra banca dati divisa per titolo di studio e esperienze lavorative".

“Indigniamoci e non abituiamoci a questi dati drammatici – conclude Galeotti -. A questo proposito il Nidil Cgil insieme al coordinamento precari della Flc Cgil, organizzano una manifestazione per venerdì 13 dicembre, dalle 16,30, in piazzetta dell’Aquila a Ravenna, con l’intento di unire  le forze su obiettivi comuni, la tutela del lavoro, l’uscita dalla precarietà e con l’orgoglio di voler riaffermare il diritto a progettare il nostro futuro. Staremo insieme con vin brulè, panettone e musica, e con un obiettivo ben chiaro: unire  le forze su obiettivi comuni, la tutela del lavoro, l’uscita dalla precarietà e con l’orgoglio di voler riaffermare il diritto a progettare il nostro futuro”.

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