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Economia

Registro delle imprese, stabile il numero delle società. Ma l'artigianato è in sofferenza

Crescono le società di capitale, le cooperative e i consorzi e il numero delle imprese del settore terziario. Andamento positivo per turismo e servizi.

Si mantiene stabile il numero delle imprese iscritte al Registro della Camera di Commercio della provincia di Ravenna, seppure con differenze piuttosto marcate tra un settore e l’altro (l’artigianato, per esempio, è in sofferenza). Al 30 settembre 2016 le imprese iscritte nel Registro delle Imprese di Ravenna sono 40.395, 121 in meno rispetto alla stessa data dell’anno passato.
Negli ultimi dodici mesi sono state registrate 2.214 nuove iscrizioni a fronte di 2.247 cancellazioni volontarie, il che ha determinato un saldo negativo di 33 unità (si arriva a 121 con cessazioni di ufficio e ulteriori rettifiche) considerevolmente minore  rispetto a quello degli ultimi anni. A questo risultato ha contribuito soprattutto il calo delle cessazioni (87 in meno rispetto al 2015).

Il calo di 33 unità, al netto delle cancellazioni di ufficio, si traduce in un tasso di variazione su base annua pari al -0,08% in deciso miglioramento rispetto al -0,28% osservato nel 2015. La leggera riduzione del numero complessivo delle imprese si accompagna spesso a cambiamenti nella forma giuridica, con il passaggio da imprese individuali a forme societarie più strutturate: aspetto questo che va valutato positivamente. Le imprese femminili rappresentano circa 1/5 del totale e si riscontrano principalmente nei settori del commercio, dell'agricoltura, del turismo e dei servizi alla persona. Sostanzialmente stabili le imprese giovanili (rappresentano il 6,5% del totale), mentre risultano in crescita le “imprese straniere”: sono 4.325 (con una quota pari al 10,7% del totale) e sono condotte per circa ¼ da cittadini comunitari e per i restanti ¾ da cittadini extracomunitari.

Un altro dato positivo è rappresentato dalle start-up innovative. Riteniamo utile riportare non tanto il dato relativo a quante ne nascono, ma la loro consistenza. Se a maggio del 2014 erano 11, ad aprile 2016 se ne contavano 49 e ora ne risultano 54.

FORMA GIURIDICA - Al 30 settembre 2016 rispetto alla stessa data del 2015, risultano in crescita le società di capitale, +173 unità (+2,2%), le cooperative, +3 (+0,5%), i consorzi,+3 (2,8%) e le altre forme, +5 (+1,3%). La flessione complessiva è da attribuire alle forme aziendali più semplici quali ditte individuali e società di persone che insieme rappresentano oltre i tre quarti delle imprese provinciali. In particolare le ditte individuali si sono ridotte di 169 unità (-0,8%) e le società di persone di 136 (-1,3%).

Anche negli ultimi dodici mesi ha trovato pertanto conferma la tendenza che vede diminuire il peso delle imprese individuali e di alcuni tipi di società di persone (s.n.c.) a favore di forme organizzative e giuridiche più strutturate, in particolare, società di capitali. Fra queste ultime crescono le s.r.l. (+134 unità) e, soprattutto, le srl semplificate (+40 unità) che offrono agevolazioni di varia natura. Le società di capitale, che a fine 2014  rappresentavano il 18,8% delle imprese provinciali, oggi costituiscono il 19,8% del totale; all'opposto le ditte individuali sono passate dal 55,6% al 54,9% e le società di persone dal 23,0% al 22,6%.

SETTORI PRODUTTIVI - Rispetto al 30 settembre 2015 gli unici settori che presentano un segno positivo nella variazione del numero di imprese registrate appartengono al terziario. Si tratta di imprese operanti nel settore turistico, creditizio e assicurativo e dei servizi all'impresa e alla persona. L'incremento più rilevante interessa le attività di servizio all'impresa (finanziarie, informatiche professionali, immobiliari), +59 unità pari al+1,2%. Rilevante anche l'incremento delle imprese turistiche, +38 unità, pari al +1,1%. Alla crescita contribuiscono nuovi alberghi e simili (+11) e in misura maggiore nuove attività di ristorazione (+50), calano invece di 23 unità i bar. Le imprese dei servizi alla persona crescono di 15 unità (+0,5%). Infine, le imprese del credito e assicurazioni crescono di 10 unità (+1,4%). Tra i settori maggiormente in sofferenza si segnalano l'agricoltura, le costruzioni, il commercio e i trasporti. Negativa la variazione anche per l'industria. L'agricoltura negli ultimi dodici mesi fa segnare -88 imprese (-1,2%). Il settore edile perde altre 73 imprese (-1,2%). Il commercio ne perde 59 (-0,7%). Le attività di trasporto e magazzinaggio si riducono di 34 unità (-2,4%). L'industria registra 18 unità in meno (-0,5%). Tra le attività manifatturiere che si riducono (seppure di poche unità) troviamo quelle di fabbricazione di articoli in pelle, di mobili, di stampa e di altri prodotti della lavorazione di minerali. In crescita le attività di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e quelle chimiche.

TERRITORIO - Negli ultimi dodici mesi, l'area territoriale di Ravenna registra una crescita (+36 unità, pari al +0,2%) mentre l'area della Bassa Romagna e la Romagna faentina registrano entrambe una flessione; la prima di 99 unità
(-1,0%), la seconda di 58 unità (-0,6%). Nel comprensorio di Ravenna, che raccoglie oltre la metà delle imprese provinciali, l'aumento del numero di imprese è riconducibile ai comuni di Cervia (+37 unità, +0,9%) e Russi (+15 unità, +1,2%). In flessione invece la consistenza del tessuto imprenditoriale del comune capoluogo, -16 unità (-0,1). I comuni della Bassa Romagna rappresentano in termini di imprese il 25,4%. L'area ha visto una riduzione di 99 unità (-1,0%) di cui 51 nel comune di Lugo (-1,4%). I comuni della Romagna Faentina che pesano complessivamente per il 22,3%, mostrano una flessione di 58 imprese (-0,6%) di cui 43 nel comune principale,  Faenza (-0,7%). Tra le tre aree considerate, ancora una volta è l'area del lughese quella interessata dalla contrazione più importante. Tra i comuni più grandi della provincia solo Cervia mostra una variazione positiva, negativi Ravenna, Faenza e Lugo.

IMPRESE ARTIGIANE - Nel comparto artigiano la flessione nel numero delle imprese registrate è risultata più pesante in termini relativi rispetto alla media generale. Al 30 settembre 2016 le imprese artigiane registrate sono 10.712 ovvero 111 in meno nel confronto con il settembre 2015 pari ad una diminuzione dell'1,0%. A seguito di tale andamento il peso dell'artigianato in provincia si è portato al 26,5%, inferiore a quello osservato in regione 28,3% ma superiore al peso mostrato a livello nazionale 22,1%.

Nel dettaglio le imprese artigiane rappresentano oltre i tre quarti delle imprese provinciali nel settore delle costruzioni (76,7%), circa i due terzi (64,2%) nel settore dei trasporti, oltre la metà nel settore manifatturiero (56,6%) e dei servizi alla persona (51,0%). Al suo interno il settore è prevalentemente composto da imprese che operano nelle costruzioni, 4.566 pari al 42,6% del totale delle imprese artigiane. Seguono l'industria con 1.958 (18,3%), i servizi alla persona con 1.487 (13,9%) e il trasporto e spedizioni con 895 (8,4%). Tutti i settori mostrano un saldo negativo negli ultimi dodici mesi ad eccezione dei settori del turismo che cresce di 13 unità (+2,2%) e dei servizi all'impresa che cresce di 10 unità (+1,7%). Diminuisce di 68 unità il settore delle costruzioni (-1,5%), di 29 il manifatturiero (-1,5%), di 26 quello dei trasporti (-2,8%), di 6 quello dei servizi alla persona (-0,4%), di 4 il commercio (-0,7%) e infine di 3 l'agricoltura (-4,4%).

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