Economia

"Riaprire i cantieri, programmando anche incentivi per l'edilizia"

"La paralisi del sistema economico legato all’edilizia - sottolineano le esponenti della maggioranza regionale - rischia di cancellare qualsiasi tipo di ripresa del settore"

"Riaprire subito i cantieri pubblici e privati, per ristrutturazioni e riqualificazioni”. A chiederlo, con una risoluzione rivolta al governo regionale, sono Katia Tarasconi (prima firmataria) e Palma Costi del Partito democratico, nonché Giulia Pigoni e Stefania Bondavalli della lista Bonaccini.

Le quattro consigliere regionali sollecitano anche, sullo stesso argomento, “l’attivazione di un piano straordinario di investimenti pubblici (incentivi e agevolazioni ai privati)”. E chiedono anche allo stesso esecutivo “di lavorare con il governo nazionale per arrivare a un piano nazionale rivolto alla riqualificazione e alla rigenerazione urbana, con particolare attenzione al recupero del patrimonio vincolato”. Tarasconi e colleghe richiedono poi alla Giunta “di proseguire nel percorso, intrapreso in questi anni, di revisione degli strumenti normativi, con l’obiettivo di snellire le procedure: maggiore velocità nei procedimenti di verifica e maggiori facilitazioni nella regolarizzazione di eventuali difformità”.

"La paralisi del sistema economico legato all’edilizia - sottolineano le esponenti della maggioranza regionale - rischia di cancellare qualsiasi tipo di ripresa del settore, già penalizzato dalla persistente crisi”. Per fare ripartire uno dei motori più importanti dell’economia, aggiungono, “sono necessarie misure urgenti ed efficaci che tengano conto di tutta la filiera del settore edile: imprese, professionisti, rivendite di materiali, artigiani e agenti immobiliari”. Una ripartenza, concludono, “è urgente, necessaria e non più prorogabile, rivolta però alla sostenibilità e alla qualità del progettare e del costruire, che favorisca anche una vera ‘nuova stagione’ per il comparto con al centro l’individuo e l’ambiente”.

La Regione Emilia-Romagna, si legge poi nell’atto d’indirizzo, “ha cercato, negli anni, di supportare questo settore, mettendo in atto politiche rivolte alla ricerca e all’innovazione, alla semplificazione delle procedure, alla rigenerazione urbana, alla messa in sicurezza degli edifici (adeguamento sismico), all’efficientamento energetico e all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, all’uso di nuove tecnologie innovative (domotica), all’eliminazione delle barriere architettoniche, alle azioni coordinate per arginare i fenomeni di dissesto idrogeologico, unite a misure di sostegno all’occupazione e all’imprenditoria”.

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