Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Romagna Acque approva il bilancio 2020: investimenti per 13 milioni nel ravennate

Nel corso del 2020, la società ha fornito 107,6 milioni di metri cubi d’acqua, con un calo di circa 4 milioni rispetto all’anno precedente

Si è svolta mercoledì mattina l’assemblea dei soci di Romagna Acque per l’approvazione del bilancio 2020. A causa delle misure di sicurezza relative al Coronavirus, l’assemblea si è svolta in modalità da remoto, tramite un collegamento web fra i vari soci. I principali dati di bilancio relativi al 2020 indicano un valore della produzione pari a 57.158.825 euro, un utile prima delle imposte di 8.732.792 euro e un utile netto di 6.498.349. Per quanto riguarda la distribuzione degli utili, il totale degli utili distribuiti ammonta a euro 5.815.320, il che fissa il valore di ogni azione a 8 euro.

In aggiunta a questo, come già deciso lo scorso anno, proseguirà anche per il 2020 una distribuzione straordinaria di dividendi anche dalla riserva, per aiutare i soci (cioè i Comuni romagnoli), a seguito delle difficoltà create dal Covid 19. Quindi ogni azione complessiva distribuita ai soci, quest’anno, sarà di 13 euro. Si segnala inoltre che, anche per il 2020, i canoni di spettanza sono stati determinati sulla base delle rinunce proposte da Atersir ed accettate da Romagna Acque. Nel 2020 le rinunce, con effetti sia economici che finanziari, ammontano a 3,7 milioni cui si aggiungono quelle con solo effetti finanziari per 2,2 milioni. A queste cifre si aggiungono ulteriori 8,3 milioni che riguardano rinunce (proposte da Atersir e accettate da Romagna Acque) relative al riconoscimento nella tariffa del gestore Hera delle stratificazioni delle società pubbliche patrimoniali.

La fornitura di risorsa idropotabile

Nel corso del 2020, la società ha fornito 107,6 milioni di metri cubi d’acqua, con un calo di circa 4 milioni rispetto all’anno precedente. La differenza non dipende però da particolari problematiche dal punto di vista idrico, ma è motivabile in buona parte dalle conseguenze del Covid che – avendo spostato molto in avanti l’apertura della stagione turistica, con un calo complessivo di presenze turistiche estive in Romagna – hanno inciso anche sulle forniture, soprattutto in quel periodo. Dal punto di vista idrico, infatti, a inizio gennaio 2020 la diga di Ridracoli era quasi piena, con un invasato di 32,50 mln/mc e quindi superiore rispetto alla media del periodo. A seguito delle precipitazioni registrate nei primi mesi del 2020, l’invaso ha tracimato il 7 marzo; gli apporti primaverili hanno poi mantenuto la quota del livello attorno a quella di sfioro per tutti i mesi di aprile e, in parte, di maggio.

Le necessità idropotabili del periodo estivo, sebbene contenute dall’emergenza epidemiologica Covid-19, e le scarse precipitazioni usuali per il medesimo periodo hanno determinato un andamento linearmente decrescente del livello sino al raggiungimento del volume invasato di circa 12 mln di mc alla fine del mese di ottobre. Le abbondanti precipitazioni di dicembre hanno determinato una rapida crescita del livello di invaso portandolo, ad inizio gennaio, ad una quota prossima a quella di tracimazione.

Il piano degli investimenti

Nonostante alcuni ritardi legati al Covid, prosegue il processo di pianificazione orientato a dare adeguata risposta agli aspetti di sicurezza dell’approvvigionamento idrico. Tra i principali interventi previsti nei prossimi mesi nel ravennate il raddoppio della condotta Russi-derivazione Cotignola, (9,4 milioni) che consentirà di incrementare le portate erogabili dall’impianto della Standiana e di aumentare la sicurezza di approvvigionamento dell’entroterra lughese e faentino. Ad aprile 2021 si sono avviati i lavori; nel contempo sono state svolte tutte le attività espropriative necessarie per l'acquisizione delle servitù di acquedotto.esproprio. A Ravenna è invece in programma la realizzazione del secondo tratto del Canale Carrarino-collegamento alla Canaletta Anic (3,4 milioni) che aumenterà l’affidabilità di approvvigionamento del potabilizzatore Bassette. I lavori sono partiti lo scorso novembre e sono regolarmente in corso.

La nuova società di ingegneria

Anche se la novità riguarda già il 2021, va comunque sottolineato che dai primi di marzo è operativa – secondo il modello “in house providing” - la società Acqua Ingegneria S.r.l., partecipata da Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A., Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e Ravenna Holding S.p.A.. La società di ingegneria ha lo scopo di operare a servizio dei soci pubblici, per lo sviluppo di attività progettuali e di natura tecnica, principalmente nei settori idrico e portuale.

Gli investimenti sull'energia

Nel 2020 i consumi di energia elettrica complessivi sono stati pari a 32.554.756 KWh (di cui 881.243 KWh come autoproduzione da fonti rinnovabili). La novità più rilevante per il 2020 riguarda entrato in funzione del nuovo impianto fotovoltaico presso il potabilizzatore Standiana (volto principalmente all’autoconsumo) i cui più significativi benefici si potranno rilevare dal 2021 con la sua messa a regime. L’intervento ha superato il milione di euro. Per i prossimi mesi, il piano di efficientamento energetico della società prevede la realizzazione di tre nuovi impianti fotovoltaici con una produzione annua a regime di circa 1,8 GWh, la quale verrà pressoché interamente auto-consumata consentendo un significativo contributo alla riduzione degli acquisti di energia e quindi al miglioramento del coefficiente di dipendenza energetica.

L’attività di prevenzione e protezione dei lavoratori

In un anno particolare come il 2020, fortemente caratterizzato dall’impatto improvviso e drammatico del Covid, val la pena di sottolineare anche l’attività messa in atto dalla società in termini di prevenzione e protezione dei lavoratori: tenuto conto del ruolo aziendale di gestore di un servizio pubblico essenziale e quindi della necessità di assicurare la continuità di erogazione del servizio. Per questo, sin dall’inizio del mese di gennaio 2020 - a fronte dei segnali di un’epidemia che si stava allargando a livello mondiale - la società ha ravvisato l’opportunità di iniziare preventivamente a prepararsi ad una eventuale diffusione del virus, attivandosi in tal senso con il medico competente. A febbraio è stato individuato un primo programma delle misure preventive e protettive per i lavoratori; a inizio marzo è stato costituito il Comitato Covid-19, che da allora si riunisce puntualmente, almeno a cadenza mensile, ed esamina le proposte di aggiornamento del documento di valutazione del rischio, in relazione all’andamento della situazione emergenziale.

L’assenza o quasi di informazioni sulle caratteristiche del virus, della sua diffusione e della malattia conseguente, in particolare durante la fase iniziale dell’emergenza epidemiologica, ha comportato non poche difficoltà: tuttavia sin dall’inizio la società ha considerato la diffusione del virus come una esposizione potenziale a rischio biologico per i propri lavoratori, se pure derivante da fattori esterni all’azienda. Le linee guida emanate da Inail in aprile hanno poi confermato questo approccio suggerendo anche ulteriori indicazioni alle quali la società si è prontamente adeguata. Con il medico competente sono stati definiti protocolli di sorveglianza sanitaria sui lavoratori: mirati, quanto più possibile, a contenere la diffusione del virus in ambito lavorativo; da luglio è stata attivata una campagna di screening, a cadenza circa bimestrale, alla quale tutti i lavoratori, su base volontaria, possono aderire; e sono stati attivati contatti con l’Ausl Romagna, per quanto riguarda le possibilità di sottoporre a vaccinazione il personale. In sintesi, pur nel contesto delle limitazioni imposte dal perdurare dell’emergenza Covid 19, la società è impegnata nel continuo aggiornamento delle misure di prevenzione, sia in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi, che in relazione al grado di evoluzione normativa e della tecnica della prevenzione e della protezione, avvalendosi anche di un articolato piano formativo.

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