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Economia

Romagna Acque presenta il bilacio di sostenibilità

"I cittadini devono essere messi al corrente degli investimenti che un'azienda così importante fa per il suo territorio", sottolinea il sindaco Matteucci

“La redazione da parte di Romagna Acque del bilancio di sostenibilità è un atto di grande sensibilità nei confronti della comunità”. Esordisce così il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, che ha partecipato venerdì alla presentazione del bilancio di sostenibilità dell'azienda al Park Hotel di Marina. Il sindaco ha sottolineato come “i cittadini devono essere messi al corrente degli investimenti che un’azienda così importante fa per il suo territorio”.

E chiosa ancora: “devono essere messi in grado di valutarne costi e benefici. Questo vale ancora di più per una risorsa preziosa come quella idrica. Romagna Acque ha un corposo piano di circa 300 milioni di investimenti da qui al 2023, di cui anche il territorio ravennate beneficia in prima persona. L’investimento più significativo riguarda infatti proprio il nostro territorio, anche se avrà effetti positivi per l’intero bacino romagnolo”.

“Sto parlando del nuovo modernissimo potabilizzatore che sorgerà alla Standiana, che potrà fornire circa 20 milioni di metri cubi d’acqua all’anno (più di un terzo rispetto alla diga di Ridracoli), e quindi sarà un importante serbatoio per l’intera Romagna – ha precisato Matteucci -. In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni angolo del Paese, opere pubbliche così rilevanti sono anche una boccata di ossigeno per molti settori economici in forte difficoltà e per molte importanti imprese del nostro territorio”.

Il sindaco ha sottolineato come “si è fatto in termini di infrastrutture, ma la vera e propria emergenza idrica in corso e la ricorrenza di situazioni difficili (legate anche ai cambiamenti climatici) come quella che stiamo vivendo anche adesso, ci confermano che occorre continuare a pianificare e investire. Oggi la risorsa acqua e il servizio idrico godono di un’attenzione rinnovata e positiva, ma lo scenario complessivo non è privo di incertezze, anche dal punto di vista legislativo e gestionale”.

“Dal punto di vista politico il referendum ha sviluppato un dibattito precedente e successivo molto importante – ha dichiarato Matteucci -. L’Amministrazione comunale è impegnata a raggiungere un punto di equilibrio, favorendo un pieno e compiuto controllo pubblico su questa risorsa fondamentale, e garantendo nello stesso tempo un servizio efficiente e di qualità in grado di assicurare i necessari investimenti”.

L’Amministrazione Comunale di Ravenna, ricorda il sindaco, “ha sposato in pieno l’attenzione per il ruolo pubblico nella corretta gestione delle risorse idriche, al punto di inserire nel suo Statuto il principio secondo cui l’acqua è un bene comune, una risorsa pubblica che va sottratta a logiche di mercato. Naturalmente non possiamo perdere di vista il fatto che il servizio idrico integrato, che ha carattere industriale, deve essere indirizzato al soddisfacimento effettivo dei bisogni collettivi con gestioni efficaci”.

Il sindaco precisa ancora che come “amministrazione, siamo impegnati da tempo con una visione di bacino adeguato, almeno romagnolo, a ricercare un necessario equilibrio fra il saldo controllo pubblico, e la erogazione di un servizio qualitativo e quantitativo efficiente, che garantisca di effettuare i rilevanti investimenti necessari per avere a disposizione la risorsa acqua anche per i decenni a venire. Una chiara presa di posizione, sia sui valori che sui principi su cui si deve basare la gestione dell'acqua, va accompagnata da un servizio che sia in concreto gestito da soggetti preparati e competenti. Anche per evitare il rischio paradossale che il servizio stesso possa diventare, nel tempo, peggiore, o più oneroso per gli utenti rispetto alle ottime condizioni attuali che sono in linea con gli standard europei”.

“Il recente scenario legislativo su scala regionale - espresso con la Legge Regionale 23 del 2011, che dà vita ad un'agenzia unica regionale per il settore idrico e rifiuti - contribuisce potenzialmente a rafforzare il necessario ruolo di controllo da parte dell’ente pubblico. Il controllo pubblico deve essere rafforzato e rimane condizione essenziale per una corretta gestione della risorsa idrica al di là delle scelte e delle strategie societarie e gestionali – continua ancora -. Sul nostro territorio esiste da tempo un soggetto gestore che ha caratteristiche peculiari, per molti aspetti uniche in ambito nazionale, come Romagna Acque - Società delle Fonti. E’ giusto e opportuno tenere conto di questa presenza forte, che ci permette di porci - per quanto riguarda le strategie legate alla gestione della risorsa - in una posizione decisamente più avanzata rispetto a quella a cui si riferisce il dibattito nazionale. Il nostro obiettivo deve essere quello di partire dalla situazione attuale, per molti aspetti privilegiata, con azioni razionali che mettano in valore la grande capacità tecnica e finanziaria di questo soggetto. Disponibilità finanziaria che però non è infinita”.

L'obiettivo è “lavorare a uno scenario che generi migliori condizioni gestionali e tariffarie”; “che non deve metter in crisi il ruolo di Romagna Acque di produttore all’ingrosso. Ruolo che ha consentito di dotare il territorio di importantissime infrastrutture con capitale pubblico che ci consente di calmierare le tariffe, salvaguardando al contempo l’equilibrio economico e finanziario della società”.

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