"Contro l'arroganza di Federmeccanica": scioperi e presidi dei metalmeccanici

In provincia di Ravenna la mobilitazione prenderà il via mercoledì con due ore di sciopero per turno e giovedì con altre due ore di sciopero per turno

Dopo lo sciopero del 20 aprile, Fim Fiom e Uilm della provincia di Ravenna si preparano ad una settimana piena di iniziative, finalizzate "a contrastare la rigida posizione assunta da Federmeccanica che vorrebbbe il blocco dei salari per la quasi totalità dei lavoratori per i prossimi 15 anni almeno e un peggioramento del quadro normativo a partire dall'orario di lavoro". Per questo le organizzazioni sindacali a livello nazionale hanno deciso un pacchetto di 12 ore di sciopero.

In provincia di Ravenna la mobilitazione prenderà il via mercoledì con due ore di sciopero per turno e giovedì con altre due ore di sciopero per turno. Nelle giornate di mercoledì e giovedì , durante lo sciopero dei turni del mattino ci saranno presidi davanti ai cancelli in diverse aziende del territorio ravennate. Venerdì i metalmeccanici ravennati parteciperanno alla manifestazione regionale organizzata dalle tre organizzazioni sindacali che si svolgerà a Bologna con comizio conclusivo in piazza Santo Stefano con gli interventi di Bruno Papignani segretario generale Fiom Emilia Romagna e Marco Bentivogli segretario generale nazionale della Fim.

Per arrivare alla manifestazione, sono previsti pullman con partenza da Ravenna alle ore 6,50 al Cinemacity, da Lugo alle ore 6,50 all'Hotel Tatì, da Faenza alle ore 7,15 al Cinedream. Per facilitare gli aspetti organizzativi del trasporto è necessaria la prenotazione alle Rsu aziendali o direttamente alle sedi Fim Fiom e Uilm della provincia di Ravenna.

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Per i tre segretari provinciali Milco Cassani della Fiom, Davide Tagliaferri della Fim e Filippo Spada della Uilm, "l'attuale situazione è inaccettabile. Continuare a pensare che in un paese come l'Italia, con bassi salari e consumi interni fermi al palo da tempo, si possa rilanciare l'economia con il blocco dei salari e la precarizzazione dei lavoratori, non solo è assurdo ma è profondamente sbagliato. Nonostante si sia cercato di convincere l'associazione dei datori di lavoro a mollare la presa e a trovare una soluzione di mediazione, a nulla è valso ogni tentativo. Come già avvenuto lo scorso 20 aprile, dai lavoratori ci aspettiamo una grande partecipazione agli scioperi e ai presidi”. 

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