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Scuola, allarme dei sindacati: "Crescono gli studenti, ma calano i docenti"

"Dopo l'informazione preventiva inerente al primo ciclo scolastico rilasciata dall'ufficio scolastico provinciale alle organizzazioni sindacali, vengono confermate tutte le nostre preoccupazioni”. L'allarme arriva ancora una volta da Marcella D'Angelo, segretaria generale Flc Cgil di Ravenna

“Le scuole ravennati a partire da quella dell'infanzia per finire a quella secondaria di secondo grado verranno, anche per il prossimo anno scolastico, penalizzate da drastici tagli. Dopo l'informazione preventiva inerente al primo ciclo scolastico rilasciata dall'ufficio scolastico provinciale alle organizzazioni sindacali, vengono confermate tutte le nostre preoccupazioni”. L'allarme arriva ancora una volta da Marcella D'Angelo, segretaria generale Flc Cgil di Ravenna.

“La scuola dell'infanzia per l'anno scolastico 2014/15 avrà una popolazione studentesca pari a 4.796 bambini. Si pone però il problema di reperire 13 posti per garantire l'orario pomeridiano a circa  300 bambini. Per il segmento relativo alla scuola primaria, non sono state concesse, come da richiesta dei dirigenti scolastici, 4 classi a tempo pieno. A farne le spese saranno – sostiene D'Angelo -  come al solito anche le famiglie che avevano optato per questo tempo scuola. Inoltre è stato dimezzato l'organico relativo al docente specialista di lingua inglese per rispettare il contingente dei posti,  bloccato all'anno scolastico 2011/12 per effetto della finanziaria del governo Monti”.

Marcella D'Angelo denuncia una drammatica situazione nella scuola secondaria di primo grado,  “nella quale si registra il calo più consistente. A fronte di un aumento di 54 alunni, non vengono autorizzate 7 classi prime, richieste dai dirigenti scolastici e sono in corso le interlocuzioni tra l'ufficio scolastico territoriale e alcune istituzioni scolastiche, per decidere dove tagliare un’ulteriore classe prima”.

“Fortemente depauperate le risorse destinate al territorio faentino; - continua la sindacalista -  3 classi in meno equivale ad un impoverimento dell'offerta formativa che avrà fortissime ripercussioni negative sul territorio e potrebbe costringere i dirigenti scolastici coinvolti in questo taglio, a dirottare gli studenti dal proprio istituto comprensivo ad altri, anche di provincia limitrofa. Tutto ciò in barba alla continuità didattica e al patto educativo stipulato tra famiglia e Istituto. Inoltre è stato demolito tutto il tempo prolungato per le classi prime; un pericoloso precedente che potrebbe inficiare il ripristino di questo tempo scuola anche per i prossimi anni scolastici oltre che un ulteriore impoverimento della qualità dell'offerta formativa. Desta particolare preoccupazione l'avvio affrettato e superficiale del nuovo  centro per l'istruzione degli adulti (CPIA) che in pochi giorni dovrà inventarsi una rete tra gli attuali  CTP e i corsi serali delle superiori senza alcuna formazione per il personale coinvolto e naturalmente senza alcuna risorsa. In aggiunta a tutto ciò  tagliati anche due posti alla primaria (1 posto comune e 1 scuola carceraria) in organico, per gli attuali  centri territoriali permanenti (CTP)”

“Dal varo della riforma Gelmini  (anno scolastico 2009/10)  ad oggi,  nella nostra provincia gli alunni hanno subito un costante e consistente  aumento: 6.015 studenti in più, ma a fronte di questa cospicua crescita, l'organico dei docenti e del personale ATA ha visto un continuo decremento. Personale docente: - 262 unità. Personale Ata: - 152 unità. Soltanto l'organico relativo ai docenti specializzati sul sostegno ha avuto un trend contrario,  nell'ultimo anno  +119 – conclude D’Angelo - Un aumento di organico al quale corrisponde però un aumento  di 92 studenti certificati nell'ultimo anno scolastico pari al 10% in più. E' essenziale mettere la scuola al centro dell'agenda politica e attribuire tutti i posti necessari per il suo  funzionamento. La qualità di una buona scuola passa anche dalla certezza degli organici.  Se questi calano drasticamente mentre contestualmente aumentano gli alunni, la conseguenza principale consiste nell'ammassare alla meno peggio gli studenti nelle classi, a discapito della sicurezza che  non potrà quindi essere garantita. Vigileremo con attenzione affinchè  vi sia pieno rispetto delle normative sulla sicurezza e invitiamo lavoratori, famiglie e tutti coloro i quali hanno a cuore la sicurezza dei nostri studenti, di segnalarci eventuali anomalie in merito”.

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