Settore agroalimentare: un seminario per discutere di ingrediente primario e "Italian sounding"

Le nuove regole europee impongono informazioni specifiche sull’origine degli ingredienti primari. Cosa cambia e quali sono le nuove strategie

Se il grano viene dall'estero, il pane è comunque Made in Italy? E se un prodotto sembra italiano, lo è davvero o sarà solo una imitazione? A Faenza, mercoledì 7 ottobre nella sala conferenze di Romagna Tech (via Granarolo 62) si affronta il complesso tema del rapporto tra Ingrediente primario e Italian sounding.

Un argomento di particolare importanza per le aziende del settore agroalimentare: dal 1° aprile 2020, infatti, è esecutivo il Regolamento (UE) n.2018/775, che prevede le modalità applicative di fornitura di informazioni sull’ingrediente primario. Se il riferimento al Paese di origine/luogo di provenienza di un prodotto alimentare non coincide con quello dell’ingrediente primario dell’alimento, è necessario fornire un'informazione specifica sull’origine di quest’ultimo.

Più facile a dirsi che a farsi: si tratta di una disciplina di difficile applicazione, che costringerà gli operatori a ripensare non solo le etichette, ma anche l'impostazione di alcune strategie di comunicazione del prodotto. Un altro aspetto di fondamentale importanza è la questione Made in Italy Vs Italian sounding: in tempi di delocalizzazione delle imprese e di globalizzazione è, infatti, frequente che la carenza di informazioni sulla reale provenienza di un alimento faccia cadere nell'errore di scegliere un prodotto al posto di un altro.

L'incontro di mercoledì 7 ottobre sarà aperto alle ore 9.15 da Alessandra Folli di Romagna Tech; a seguire, il dottor Antonio Iaderosa dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) affronterà il tema dell'applicabilità del Regolamento 2018/775 e del quadro sanzionatorio. L'avvocato Neva Monari di Avvocati per l'impresa parlerà quindi delle “Indicazioni di origine e l’Italian sounding: rinnovata attenzione dell’Autorità”; il dottor Giovanni Ambrosio, Funzionario doganale in servizio presso Ufficio delle Dogane di Ravenna, illustrerà il tema delle importazioni e delle “barriere doganali” in tema di origine, mentre gli avvocati Federico Zanardi e Bianca Bonini dello Studio Legale IP Skill parleranno del marchio e di lotta all’Italian sounding, per poi lasciare spazio alle domande dei partecipanti.  

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La quota di partecipazione è di 150,00 euro + IVA (22%); partecipazione gratuita per i soci di Romagna Tech S.C.p.A. Il termine per le iscrizioni è fissato a venerdì 2 ottobre; il programma completo e il modulo d'iscrizione sono su www.romagnatech.eu. Segreteria organizzativa: patrizia.bernardelli@romagnatech.eu

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