Mercoledì, 19 Maggio 2021
Economia

Settore florovivaistico, Rontini (Pd): "Crisi senza precedenti, servono azioni specifiche"

A intervenire a riguardo è la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della commissione Politiche economiche, che sul tema ha presentato una interrogazione

“Il settore florovivaistico è allo stremo e sconta specifiche problematiche che nella crisi generale causata dal Coronavirus e dalle contrazioni del mercato, sia interno che internazionale, aggravano ulteriormente la situazione delle aziende che coltivano e commercializzano fiori e piante in vivaio". A intervenire a riguardo è la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della commissione Politiche economiche, che sul tema ha presentato una interrogazione.

"Il comparto ha poi risentito anche del divieto di celebrare cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali, nonché per la chiusura dei cimiteri e dei fiorai". Per capire la portata del problema, Rontini riporta qualche numero. In Emilia-Romagna il settore si attesta su una produzione lorda vendibile di oltre 15 milioni di euro, con le province di Forlì-Cesena e Ravenna che insieme superano i 6 milioni di euro. “Il lockdown ha portato con sé molta incertezza. Dopo alcune sollecitazioni che la Regione ha inviato al Governo perché chiarisse le regole per produttori e commercianti, la Ministra Bellanova ha rassicurato che tra le attività consentite rientra anche la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. Con il dpcm del 10 aprile si è inoltre proceduto a dare il via libera alle attività di manutenzione del verde”.

“La conseguenza di tutto questo è una crisi economica senza precedenti per il settore - continua la consigliera Pd - Ecco perché, con un’interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna, ho chiesto rassicurazioni per il florovivaismo regionale, anche allo scopo di mantenere attivi e curati i vivai e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, evitando la perdita di professionalità. Sarebbe poi necessario intervenire affinché l’Unione Europea inserisca l’emergenza sanitaria da Covid-19 nell’ambito delle circostanze eccezionali: questo consentirebbe di ricondurla tra le situazioni che rientrano nei regolamenti di esenzione e che permettono alle aziende di avere aiuti senza limiti, ovvero senza l’applicazione del de minimis".

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